E se il governo cadesse grazie ad una destra costituzionale?

Non so se l’avversario che sconfiggerà il governo giallo-verde sarà una coalizione di sinistra o una destra costituzionale. Quello che avverto è che la coalizione sta raschiando il fondo del barile e ha esaurito il suo programma fondamentale.


La guerra ai migranti, l’attacco ai vitalizi come primo passo per l’attacco a tutte le pensioni, la cacciata dei rom, l’ostilità furiosa contro le coppie gay dicono che il manifesto razzista e reazionario è stato attuato in tutte le sue componenti. Per di più, si veda Ferrovie e Rai, le lobby che sostengono il governo giallo verde stanno iniziando la presa del potere e in politica estera ormai è chiaro che il nostro paese è passato dall’Alleanza Atlantica al russificazione.
Non potranno fare niente di più, su ogni altra cosa, vedi la Tav, litigheranno. Invece le cose da fare sono tante e anche quell’elettorato che si era galvanizzato quando ha letto di navi respinte, di rom cacciati, di gay puniti chiederà anche risultati concreti.
Non riusciranno a darli. A poco a poco il vento a loro favore sarà meno forte, fino a spegnersi e si alzerà il vento contrario. Ci vorrà tempo.
La novità però può non venire dalla sinistra. Questa appare incapace di fare qualsiasi progetto. Il Pd è ostaggio dei renziani che gli impediscono qualsiasi manovra. Altre forze di sinistra sono fallite sul nascere.
Può accadere invece che di questa maggioranza si stufi un vasto mondo borghese moderato colpito negli interessi e soprattutto spaventato da due cose: dall’assenza di un progetto economico e dalla russificazione.


Né la sinistra né la destra costituzionale hanno un leader. Per la destra non lo sarà il vecchio Berlusconi. Ma di fronte all’immobilismo della sinistra non è difficile che varie componenti moderate, legate ai mondi economici che perdono peso e mercato col sovranismo coglione, spingano nuovi personaggi a farsi avanti contrastando Salvini e Di Maio in nome della competenza e con una ispirazione moderata.
Non penso a qualcosa che assomiglia a Macron. Non verrà da un Renzi fuoriuscito o da Calenda l’alternativa alla coppia DiMaio-Salvini. Verrà da uomini di impresa che sceglieranno nell’establishment una figura alla Conte ma con personalità, grinta, competenza maggiori.
Una destra costituzionale potrebbe, nel momento in cui Salvini e Di Maio litigheranno come polli su una presidenza o su una misura economica cara all’elettorato di ciascuno di loro, potrebbe infilzarli.
In queste settimane abbiamo tutti pensato che il duo di governo fosse imbattibile perché l’avversario di sinistra è desaparecido. Io sento che c’è un avversario di destra che invece si sta riorganizzando e che potrebbe radunare una parte dell’elettorato deluso dai due avventurieri.