Duda al ballottaggio
In Polonia ora possono
vincere i democratici

La partita vera in Polonia si giocherà il 12 luglio e potrebbe uscirne una situazione politica del tutto nuova. Ci sono ragionevoli speranze che l’opposizione democratica al secondo turno delle elezioni presidenziali, tra due settimane, riesca a scalzare dal potere Andrzej Duda. Il presidente attuale, che nel suo paese si è conquistato il nomignolo di “penna a biro” perché, lungi da esercitare il potere di veto o almeno la moral suasion sui provvedimenti più liberticidi del governo dominato dagli uomini dell’ultraconservatore Jarosław Kaczyński, potrebbe essere battuto dal sindaco di Varsavia, Rafał Trzaskowski, fautore di una politica rispettosa dei principi democratici contro la cosiddetta “democrazia illiberale” e convinto europeista. Un presidente liberal come Trzaskowski sarebbe in grado di esercitare un buon contrappeso alle tendenze liberticide che hanno caratterizzato i più recenti sviluppi della vita politica polacca, come il tentativo di assoggettare al potere politico la magistratura e di controllare completamente il sistema dei media, e anche alle evoluzioni negative dello spirito pubblico, testimoniate proprio nel corso della recente campagna elettorale da gravi manifestazioni di omofobia e di intolleranza da parte del PiS, il partito di Kaczyński, e dello stesso Duda.

Rafal Trzaskowski

Il rapporto con l’Unione europea

Che lo scenario di un ribaltamento al vertice dello stato possa essere considerato realistico è testimoniato anche dall’evoluzione evidente che si è andata registrando nelle ultime settimane. Stando ai sondaggi, se si fosse votato nel maggio scorso, e cioè alla data in cui secondo il calendario si sarebbero dovute tenere le elezioni, che sono state invece rimandate a domenica scorsa a causa della pandemia, sarebbe stata pressoché certa la vittoria di Duda. La campagna di Trzaskowski, che ha ottenuto il 30,4 % dei voti contro il 41,8 di Duda, e di altri due candidati, il cattolico moderato Szymon Holownia,  e Robert Biedron, esponente della sinistra e molto impegnato nella difesa dei diritti della comunità lgbt, hanno cambiato le carte in tavola. Holownia e Biedron hanno ottenuto il 13% il primo e il 3,1% il secondo. Se i loro elettori, com’è probabile, si riverseranno al secondo turno sul sindaco di Varsavia, Duda sarebbe duramente sconfitto.

Questo mutamento di orientamenti rispetto a quanto indicavano i sondaggi solo qualche settimana fa è stato reso possibile dalla stanchezza di almeno una parte dell’opinione pubblica per i continui attacchi del potere allo stato di diritto e alla indipendenza della magistratura e, soprattutto, della paura nei confronti del corso politico del governo sempre più ostile nei confronti dell’Unione europea. Nonostante una martellante propaganda vòlta a individuare nelle istituzioni di Bruxelles il nemico della nazione polacca, il sovranismo del governo spaventa una parte consistente dell’opinione pubblica polacca, ben consapevole del fatto che il relativo benessere e la pace sociale nel paese, nonché il suo prestigio internazionale, sono dovuti al fatto che la Polonia fa parte dell’Unione.