Detenuti, la seconda
chance è in campagna

La “seconda chance parte dalle campagne”. O meglio, l’esperienza di chi sconta una pena pagando il suo debito con la società, lavorando in una colonia penale agricola, raccontata ai giovani, che seguono un corso di formazione, come insegnamento. E anche il lavoro come strumento di riscatto e lasciarsi alle spalle disavventure e problemi. Senza trascurare l’apertura verso i territori come un ponte per un reinserimento una volta saldato il debito con la giustizia. Il tutto cercando di valorizzare il patrimonio paesaggistico e identitario dei territori dove sorgono le colonie penali, unendo risorse ambientali e culturali per promuoverle, in un’ottica di inclusione, “in chiave turistica e imprenditoriale”.

Con queste finalità sono stati finanziati i corsi di formazione del progetto “Liberamente”, nell’ambito del programma Green & Blue economy. Un’iniziativa che in Sardegna parte da Isili (la presentazione nei giorni scorsi con il ministro della Giustizia Andrea Orlando e i rappresentanti delle istituzioni regionali). Un’idea (il progetto “Liberamente”, proposto dal raggruppamento temporaneo d’impresa composto da Ifold, Confcooperative, Poliste e Byfarm, è stato finanziato nell’ambito del Fondo sociale europeo, per un importo di 670mila euro) che coniuga il recupero della memoria storica attraverso il racconto dei detenuti “con finalità educative e di promozione dell’inclusione socio-lavorativa, insieme alla valorizzazione di territori di elevato pregio”, nata dalla collaborazione tra la Regione e il Ministero della Giustizia “con la stipula di protocolli d’intesa”.

Per l’assessore regionale al Lavoro Virginia Mura si tratta di “un progetto dal forte impatto sociale, che mette al centro le persone, le comunità e contesti territoriali spesso lasciati ai margini, per valorizzarne le potenzialità produttive e promuovere la creazione di iniziative d’impresa, capaci di includere e di dare un’opportunità di lavoro a chi ha espletato una pena, lanciando un messaggio di speranza di cambiamento”. Nel progetto rientrano le azioni svolte in collaborazione con il Centro di Giustizia minorile e l’adozione dei tirocini atipici. Proprio per la valorizzazione dei programmi relativi all’inclusione lavorativa la Regione ha stanziato nell’ultima finanziaria un milione di euro. L’attenzione e il punto di partenza è ora rivolto alle colonie agricole penali definite dal ministro “patrimonio prezioso per l’amministrazione penitenziaria e per i territori in cui insistono”. Ma anche luogo per dare concretezza al lavoro, definito uno dei pilastri dell’esecuzione penale. Dalla campagna per una nuova vita.