Decreto sicurezza bis, Salvini ce la fa.
La disumanità è legge

Centosessanta voti. Quattro in più del decreto crescita. E’ passato in senato il decreto liberticida “sicurezza bis”, fortemente voluto da Salvini che neanche assapora la vittoria e già passa all’incasso del prossimo obiettivo, il sì al Tav.

bambini profughi
Non è stata una bella pagina di storia della politica. E non solo per i contenuti del decreto – che punisce chi salva profughi in fuga, che stabilisce penalizzazioni pesanti per chi manifesta in Italia, che rende ancora più esteso l’uso del Daspo – ma per i grotteschi dietro front nell’area grillina, in cui pochi hanno confermato con il voto le dichiarazioni critiche dei giorni scorsi. Ha citato Rino Formica il grillino Airola per spiegare il suo salto della quaglia, la politica è “sangue e merda”. In questo caso, il sangue si disperde nel Mediterraneo tutti i giorni. Quanto al secondo fattore, ognuno può giudicare da solo.

La protesta a distanza

Fuori dall’aula, in piazza Montecitorio, a distanza da Palazzo Madama per motivi di sicurezza – anche se il decreto non è ancora vigente, i suoi effetti già compaiono – centinaia di persone hanno espresso il loro civile dissenso. Dal movimento Mani rosse, che tutti i giovedì mostrano le mani insanguinate davanti al Viminale per protestare contro la chiusura dei porti e le politiche sulla sicurezza del ministro dell’Interno Salvini, a Baobab experience, all’Anpi all’Asia Usb, ai movimenti per la casa. Molti i cartelli con le parole dell’appello di don Ciotti, presidente di Libera: “La disumanità non può diventare legge”.
L’appello di don Ciotti, rivolto ovviamente alla componente grillina del governo, non è stato ascoltato. Eppure, diceva, qui si tratta di “restringere sempre più l’area dei diritti e dunque della civiltà. Il metodo è ormai evidente: estendere il già enorme potere del Ministero degli Interni in materia d’immigrazione, estensione che non si può più definire solo interferenza, evidenziandosi ormai come vera e propria invasione di campo, appropriazione indebita di ruoli e competenze altrui. Ennesimo segno di un’ambizione sfrenata e totalitaria, indifferente alla divisione dei poteri su cui si basa una vera democrazia”.

L’appello di don Ciotti

E ancora: “Tutto ciò nel più totale disprezzo di trattati internazionali che hanno ratificato per il nostro Paese l’obbligo di prestare soccorso a naufraghi e persone in difficoltà. Figli, quei trattati, di capisaldi della civiltà occidentale, carte che hanno inaugurato la stagione della pace, della democrazia e dei diritti come la Convenzione di Ginevra sui rifugiati e l’articolo 10 della nostra Costituzione sul diritto di asilo da garantire allo straniero. Carte in cui ho ritrovato l’anima e lo spirito del Vangelo, la sua etica esigente e intransigente: accogliere gli oppressi e i discriminati, denunciare le ingiustizie, costruire una società più umana già a partire da questo mondo”.
Invece no, ci sono due Vangeli in Italia. Quello che ascolta le parole del dio di misericordia e quello che pratica chi lo rifiuta, e invoca su di sé la benedizione della madonna, come ha fatto ieri il leader della Lega.

Grasso: così i tweet di Salvini diventano norme

A nome dell’opposizione ha parlato Pietro Grasso: “Introdurre il pagamento di una sanzione amministrativa fino a un milione di euro per chi salva delle vite umane in mare è contro il senso stesso di civiltà. È frutto del clima di odio che artatamente viene creato e alimentato”. E ancora: “La traversata del Mediterraneo su barche di fortuna non è un giro in moto d’acqua. Il fine non giustifica i mezzi. I metodi che state testando sono senza dubbio efficaci nel breve periodo, e magari faranno fare a voi il pieno dei voti, ma questi metodi non sono quelli di uno Stato civile, di diritto. Questo decreto traduce in norme i tweet di Salvini. Avete fatto dei post Facebook una fonte del diritto”.

“E’ contro la Carta e la Dichiarazione dei diritti umani”

goletta verde legambientePoi evoca Mussolini: “Un passo alla volta state trasformando il tempio della democrazia in quell’Aula sorda e grigia, in quel bivacco di manipoli evocato in un periodo di cui alcuni, anche qui dentro, provano nostalgia. Siamo bombardati da notizie, spesso false, che ci spingono all’odio: molte di queste notizie sono sparate dai canali social del ministro dell’Interno, da quel numeroso staff della Bestia assunto al Viminale. Indicare sempre come nemico chi sta peggio, basare il proprio consenso sulla paura dell’altro è un modo di pensare che speravo scomparso dalla mentalità degli europei. Sembra non essere così: su queste basi però il consenso si sgonfierà presto, lasciando macerie sul nostro tessuto civile. Questo decreto, soprattutto i primi articoli, va contro le norme internazionali, contro la Costituzione, contro i principi stessi della Dichiarazione universale dei diritti umani. Se solo vi riprenderete dalla sbornia del consenso, difficilmente riuscirete a prendere sonno”.