Decreto coronavirus, facciamo
un po’ di chiarezza

Ieri è entrato in vigore il dpcm 9 marzo 2020 che contiene le misure d’emergenza volte al contrasto dell’epidemia di coronavirus. Si tratta di un provvedimento che estende a tutto il territorio nazionale le disposizioni previste dal precedente decreto, approvato per le zone a contenimento rafforzato (Lombardia e quattordici province particolarmente colpite dal contagio).

Il contenuto normativo del testo è in alcuni punti vago e, per comprendere meglio il significato, occorre integrarlo con la direttiva che la Ministra Lamorgese ha inviato alle prefetture. Proviamo qui a fare chiarezza.
Cominciamo col dire che tutte le misure disposte sono entrate in vigore ieri e resteranno valide fino al 3 aprile. Il governo ha optato per un divieto assoluto di circolazione per i soggetti in quarantena o che sono risultati positivi al coronavirus, mentre per tutti gli altri sono previste delle limitazioni. In particolare, è possibile spostarsi solo per:

  • motivi di lavoro, a meno che non si abbia la possibilità di lavorare da remoto e prendere ferie o congedi
  • motivi di salute, anche se ai soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria o febbre superiore a 37,5 °C è fortemente raccomandato di restare in casa, limitare i contatti sociali e contattare il proprio medico curante
  • ritornare presso il proprio domicilio, abitazione o residenza
  • altri motivi di comprovata necessità

In particolare, quest’ultima fattispecie, data la sua genericità, ha generato parecchia confusione. Sicuramente, tra i casi previsti, rientrano l’acquisto di beni essenziali come generi alimentari, farmaci o oggetti per la casa (ad esempio le lampadine, ma si richiede di acquistarle solo nel caso in cui quelle che già si possiede siano fulminate). Così come è possibile spostarsi per assistere parenti anziani (anche qui con le raccomandazione di farlo per casi strettamente necessari, dato che si tratta di soggetti particolarmente vulnerabili), o per portare a spasso gli animali domestici. Non sarà possibile, invece, andare a trovare amici, parenti o fidanzati e fidanzate per motivi di svago.

In ogni caso, quando si compie un trasferimento, è bene raggiungere il posto più vicino atto a soddisfare le proprie necessità, essere soli e mantenere la distanza di sicurezza rispetto alle altre persone (in quanto è fatto divieto assoluto di creare assembramenti in luoghi pubblici o aperti al pubblico).

Inoltre, è consigliato di tenere sempre con sé l’autocertificazione (scaricabile a questo link), in quanto, come già detto, le misure di sicurezza sono estese a tutto il territorio nazionale. Dunque, non trova fondamento la notizia, circolata in queste ore, per cui l’autocertificazione serva solo nei casi in cui ci si deve spostare da Comune a Comune. Se non si ha la possibilità di avere il modulo prestampato, poi, l’autodichiarazione può essere redatta con carta e penna o esser resa seduta stante attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze dell’ordine. Infatti, anche se non sono previsti posti di blocco, ci saranno controlli della Polizia stradale e ferroviaria sulle grandi infrastrutture e dei carabinieri e delle polizie municipali lungo la viabilità ordinaria.

È importante non trasgredire tali limitazioni perché si rischia fino a tre mesi di reclusione o una multa di 206 euro ai sensi dell’art. 650 del codice penale per “inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità”, mentre per casi ancora più gravi si prevede l’applicazione dell’art. 452 (“delitti colposi contro la salute pubblica”). Infine, dovesse essere resa un’autodichiarazione non veritiera, si applicheranno gli artt. 483 (“falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico”) e 495 (“falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri”) del codice penale, che prevedono, rispettivamente, la reclusione fino a due e a sei anni.

Gli uffici pubblici resteranno aperti (ad eccezione di musei, scuole, asili nido e biblioteche), ma è raccomandato fruire dei servizi online, laddove possibile. Mentre non sono previste limitazioni per trasporto pubblico, taxi e noleggio con conducente. Infine saranno chiuse palestre e impianti sportivi, ma è consentito fare attività motoria all’aperto, purché non in gruppo e mantenendo sempre la distanza di sicurezza rispetto ad altre persone.