Ai Diritti umani
la leghista che voleva
i forni anti-rom

Stiamo a quel che dice lei. Ha messo un like al post di un amico. Sì, un amico con il quale aveva condiviso nella Croce Rossa tanta fatica a distribuire pacchi ai poveri, anche ai poveri negri. Un like innocente. Non s’era accorta, per amicizia, che il post recitava: chiedono le case popolari, gli darei i forni. Il soggetto sono migranti, rom, poveracci d’ogni genere: i forni sono per loro. Non smentisce la signora. Semplicemente non aveva letto, dal verbo leggere. “Non avevo letto in modo approfondito”, precisa. Certo per capire tanto alto concetto si doveva leggere “in modo approfondito” e lei, la senatrice, aveva da pensare a ben altro. D’altra parte vuoi negare un like a un amico? Comunque “quando è venuto fuori il contenuto, ho chiesto scusa”.

La bionda senatrice leghista di Sarzana, Stefania Pucciarelli, ha, dunque, chiesto scusa, evidentemente pentita. Tanto pentita che il suo partito e gli alleati penta stellati, quelli del cambiamento universale, non le hanno potuto negare la presidenza della Commissione diritti umani del Senato, presidenza che era stata nella precedente legislatura di Luigi Manconi, professore universitario, sociologo, parlamentare del Pd, sostenitore di numerose battaglie sui diritti civili, da quelle perché si facesse e si faccia verità sulla morte di Stefano Cucchi, di Federico Aldrovandi, di Giulio Regeni, allo ius soli, all’introduzione di una legge sulla tortura.

Solo cinque giorni fa, in linea con il suo partito e con la dottrina Salvini, lo spazzino (secondo il titolo di Libero: “Salvini si offre spazzino a Roma”, essendo come è noto i migranti del Baobab “spazzatura”), aveva scritto di suo pugno: “Ruspe nel campo nomadi di via Gragnola a Castelnuovo Magra. Un altro passo avanti per ristabilire la legalità”. Non ha risposto ad una sua “lettrice” che le chiedeva di spiegare “in un prossimo post come intende gestire queste persone nel rispetto dei loro diritti umani”. Stavolta non ha neppure chiesto scusa.

Ha illustrato però una nuova stimolante teoria: “Le ruspe servono a proteggere i bambini”. Riecheggia la dottrina Trump: i bambini separati dai genitori. Ma è una interpretazione malevola la mia. Stiamo alla protezione dei bambini, evidentemente risparmiati dalle ruspe: dove e quando ritroveranno le loro famiglie, dove dormiranno, quando mangeranno, dove giocheranno, dove studieranno… Anche noi attendiamo un post.

Non mancherà la spiegazione della senatrice, che nel frattempo, tra una ruspa e l’altra, s’è aggirata nelle zone della Liguria tormentata dal maltempo, senza privarsi di un viaggio a Milano per la Fiera del ciclo e del motociclo, saltando in sella ad un bolide potentissimo in divisa tricolore (sosteniamo il prodotto italiano, ha annunciato la senatrice), chioma bionda fluente come la maggior parte delle ragazze espositrici in fiera. Del resto risulta che la senatrice possegga una di quelle moto (una Ducati, come nella dichiarazione presentata al Senato).

Nata a Sarzana nel 1967, Stefania Pucciarelli, leghista della prima ora, da consigliere comunale a Santo Stefano Magra s’è involata prima tra i banchi del consiglio regionale della Liguria, poi con le ultime elezioni in quelli del Senato. Carriera fulminea. Non le si attribuiscono titoli di studio (risulta solo un diploma di terza media inferiore). Unico lavoro riconosciuto, secondo la scheda biografica del Senato, quello di consigliere comunale. A proposito di politici di professione. Salvini insegna.

Nella sua pagina facebook trionfano le istantanee di lei ai piedi di Salvini in carne e ossa o di un manifesto recante il faccione ciccioso del leader. Un autentico amore. Come neppure la signora Magda Goebbels nei confronti di Hitler (per informazione si veda il film “La caduta”, a conferma di quest’altra ben più storicamente rilevante forma di adorazione cieca per il “capo”). Tanto per tornare ai “forni”.

Per restare in tema, mi verrebbe voglia di ricordare “la banalità del male” (la definizione, come è noto, è Hannah Arendt dopo il processo al criminale nazista Adolf Eichmann a Gerusalemme). Però mi pento anch’io. Perché scomodare una grande filosofa tedesca e quella straordinaria immagine? Qui si tratta solo di banalità, di rudimentale semplificazione del presente, semplificazione di cui la ruspa è un simbolo (la senatrice le ha usate anche per firmare il suo post come fossero un simpatico emoticon). Offende l’incapacità di questi personaggi di vedere il mondo, il rifiuto della complessità e della diversità, la loro esclusiva scelta delle risposte più facili e brutali alle domande dei loro presunti elettori…

Non ci azzardiamo neppure a tirare in ballo i valori, che furono un tempo patrimonio della sinistra e forse lo sono ancora: solidarietà, uguaglianza, giustizia, libertà. Valori che stanno a fondamento della Dichiarazione universale dei diritti umani e della nostra Costituzione, che la senatrice non mancherà di studiare. Le consiglieremmo anche la lettura di qualche riassunto di Bentham e di una definizione da wikipedia di utilitarismo per capire che la strada di Salvini è un vicolo cieco e che le ruspe scavano solo baratri per tutti.

A consolarci dopo tanta pena, si sono fatti vivi però i colleghi leghisti (silenzio da parte cinque stelle) della senatrice Pucciarelli, che hanno scritto (riferiamo integralmente): “Siamo certi che grazie al suo spiccato senso di responsabilità e alla sua comprovata esperienza politica saprà attendere ai compiti cui è chiamata dedicandosi con imparzialità, rispetto istituzionale e grande attenzione verso una tematica trasversale e di fondamentale importanza per la convivenza civile delle moderne democrazie”. Neppure Crozza avrebbe potuto dire meglio.