Da Di Battista
ai Tredicine

Salva di cappelli in aria per il beau geste di Di Battista che, dice, non si candiderà. Il pubblico di sinistra è il più buono e meno malizioso del mondo: sempre pronto a riconoscere la bellezza di atti di generosità, tra l’altro sempre più rari al coperto delle sue vecchie barricate. E questo va anche bene: che senso ha star sempre a fare i paranoici della politica?

Di Battista sembra stia abbandonando la prima scena, quella istituzionale, con apparente perdita secca di reddito e di visibilità… che comporti questa scelta di vita anche una perdita di potere non si sa davvero, ma intanto…. Poi, questo sensibile pubblico ha certamente confortato con il proprio voto la vittoria della candidata grillina al municipio di Ostia, facendo muro contro una estrema destra da Sin City che regola le micro-rotture di balle con le capocciate al naso. Cose freschissime di cronaca.

Così, già inteneriti dal proprio altruismo, prendere atto che Di Battista potrebbe essere un cavaliere senza macchia e senza paura finisce per stenderti uno scivolo consolatorio che ti avvicina all’avvento natalizio e alle sue morbidezze laiche.

Ma ecco che proprio questo scenario, il Natale, si incarica di gettare ombre sul fascino dell’attuale andatura dei Cinque Stelle. Infatti, grazie ad una gara d’appalto costruita su misura, quest’anno, e per altri nove, la presenza più massiccia tra i titolari di banchetti natalizi in Piazza Navona, porta il cognome dei Tredicine.

Fuori Roma, questo rispettabile cognome dice nulla. A Roma racconta di una famiglia che amministra il gran mercato degli ambulanti in regime di quasi monopolio. Gente potente, in grado di fare la sua figura se decide di sostenerti in una gara elettorale. Marino li aveva estromessi dall’area più pregiata, attorno ai fori. Arrivata madame Raggi, la tensione si era risolta e, nell’ambito di una più ampia rivolta grillina nei confronti dei poteri forti (hahahahahaha), i Tredicine, che pare abbiano confortato l’elezione della nuova sindaca, erano tornati ai loro posti. Si trattava di garantirli anche nella ricca Piazza Navona, piena di palline colorate e di dolci, sotto Natale.

Fatto; c’era un requisito nella gara che pareva congegnato per loro, i destinatari della riconoscente Raggi: l’anzianità “di servizio”. E i Tredicine sono i più vecchi titolari di permessi e concessioni in quell’area. Era la prima volta che si organizzava un bando in materia, quindi c’è intenzione dichiarata nel dispositivo selettivo adottato dalla Giunta.

Questo per dire quanto siano coerenti nella mediocrità e nell’ipocrisia quando strombazzano di aprire interessi consolidati e istituzioni come scatolette. Chissà perché Di Battista ha annunciato la sua non candidatura. Quel che si sa è che Di Battista è un furbo commediante senza arte, va capito dove sta il suo interesse, nonché quello dei suoi datori di lavoro. Lo sapremo, prima che i cappelli tornino a terra.