Da 44 milioni di italiani 40 milioni di cure private

Ci sono due dati che colpiscono l’attenzione di chi legge il Rapporto Censis-Rbm Assicurazione Salute 2018 che fotografa la condizione del servizio sanitario in Italia a 40 anni esatti dalla sua istituzione, avvenuta con una legge approvata dal Parlamento il 27 dicembre 1978.
I due dati appaiono sconcertanti. Chi ha un aggettivo migliore per descriverli, si faccia avanti.


Il primo dato è di tipo sociale: nel 2107 sono stati 44 milioni gli italiani che hanno dovuto tirare quattrini dalle proprie tasche per comprare farmaci o accedere alle cure, di ogni genere, comprese quelle ospedaliere. Questa spesa privata ha raggiunto i 40 miliardi di euro. Erano 37,3 nel 2016. Per contro lo stato investe all’incirca 115 miliardi per la sanità. Dunque con le nostre risorse private copriamo il 25% della spesa sanitaria del paese. Con conseguenze sui redditi disponibili delle famiglie davvero significative. In cinque anni, dal 2013 al 2017, la spesa sanitaria privata, sostiene il rapporto, è aumentata del 9,6% in termini reali, molto più dei consumi complessivi, che sono aumentati del 5,3%. La fetta del proprio reddito destinata alla salute è in netto aumento e incide soprattutto sui redditi bassi.
Tra il 2014 e il 2016, per esempio, i consumi delle famiglie operaie, recita il rapporto, sono rimasti praticamente fermi (+0,1%), ma le spese sanitarie private in quelle stesse famiglie sono aumentate del 6,4% (in media 86 euro in più nell’ultimo anno per famiglia).
Nelle famiglie più ricche, come quelle degli imprenditori, si è registrato, al contrario, un deciso incremento dei consumi (+6,0%) mentre la crescita della spesa sanitaria privata è aumentata solo 4,5%: in media 80 euro in più nell’ultimo anno.


In pratica le famiglie meno abbienti sono quelle che hanno pagato di più. E non solo in termini relativi, ma addirittura in termini assoluti.

E non è che la spesa per la propria salute sia stata irrilevante per il tenore di vita delle famiglie meno agiate. Nel 2017, sostiene ancora il rapporto, ben 7 milioni di italiani si sono indebitati per potersi curare e 2,8 milioni hanno dovuto vendere casa o dar fondo ai propri risparmi.
La verità è che solo una minoranza, il 41% degli italiani, riesce a coprire le spese sanitarie con il proprio reddito. Parole testuali del rapporto: «il 23,3% deve integrarlo attingendo ai risparmi, mentre il 35,6% deve usare i risparmi o fare debiti (in questo caso la percentuale sale al 41% tra le famiglie a basso reddito). Il 47% degli italiani taglia le altre spese per pagarsi la sanità (e la quota sale al 51% tra le famiglie meno abbienti). In sintesi: meno guadagni, più devi trovare soldi aggiuntivi al reddito per pagare la sanità di cui hai bisogno».