Calendario della pandemia, a che punto è la ricerca del vaccino

Sei mesi di ricerca sul Covid-19, o SARS-CoV-2. A che punto siamo? Va intanto specificato che coronavirus è un termine che include una vasta famiglia di agenti patogeni. È come parlare in generale di “influenza”. SARS-CoV-2 è invece il virus specifico che può provocare il Covid-19, la malattia identificata con il numero che corrisponde all’anno in cui è stata rilevata. Come spiega l’Organizzazione mondiale della sanità, è una differenza di termini accostabile alle parole HIV e AIDS: il primo (HIV) è il virus che provoca la malattia, sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS).

Ricapitoliamo gli eventi medici e scientifici principali, prima di vedere in quali direzioni, e con quali ostacoli e risultati si muova la ricerca.

La polmonite di Wuhan

Il 31 dicembre le autorità cinesi segnalarono all’OMS che nella città di Wuhan era scoppiata “una polmonite dalle cause sconosciute”. Il 10 gennaio viene diffusa una prima mappatura del genoma di SARS-CoV-2 e, undici giorni dopo, c’ è già il primo caso a Washington. Febbraio è contraddistinto da due fatti: si rileva che il virus è per il 96 per cento uguale a quello di un tipo pipistrello (RaTG13). Si registra un numero sempre più elevato di casi nell’Italia settentrionale. Vengono prese misure di isolamento delle aree rosse in Lombardia e Veneto, mentre iniziano a manifestarsi i primi casi in Brasile, Iran e nelle Filippine.

Li Wenliang, il medico cinese che per primo ha denunciato la presenza del virus in Cina

A marzo ormai l’OMS dichiara il Covid-19 una pandemia, mentre parte la prima fase di prova del vaccino messo a punto dagli scienziati che lavorano a Oxford e all’Imperial College di Londra e con il rilevante contributo della Irbn di Pomezia. Si spera che la somministrazione di questo vettore virale (nome complicato, ChAdOx1 nCoV-1) faccia scattare la risposta immunitaria. A oggi non vi sono certezze, anche se l’India ha già iniziato a produrre il vaccino in grandi quantità, pronto per la distribuzione, se si rivelasse efficace. È già stato firmato un accordo da Italia, Germania, Francia e Olanda per distribuire in Europa 400 milioni di dosi. Quest’inverno vi dovrebbe essere il responso definitivo.

I due fatti in evidenza ad aprile sono la fine dell’isolamento a Wuhan e il balzo del Covid che aggredisce gli Stati Uniti, con un milione di casi. Ad oggi sono due milioni e novecentotrentaduemila, con oltre 130.000 morti.

A maggio e giugno le notizie provocano un alternarsi di ottimismo e smarrimento: la Cina non riporta più alcuna infezione: focolai locali si accenderanno nelle settimane successive, ma sempre circoscritti. Gli Stati Uniti registrano una mortalità che sembra non arginabile, e il Paese è attraversato da forti tensioni legate al razzismo e a un galoppante, ulteriore impoverimento delle minoranze svantaggiate a causa del Covid.

La corsa al vaccino

Il vaccino Ad5-nCoV, sviluppato congiuntamente da CanSino Biologics e dal Beijing Institute of Biotechnology presso l’Accademia delle Scienze mediche militari della Repubblica popolare cinese, è uno dei tanti candidati, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità ad avere maggiori possibilità di successo. A fine giugno i casi di Covid nel mondo superano i nove milioni e centomila casi, con 470.000 morti accertati nel giro di pochi mesi.

covid-19La ricerca sta correndo. Scienziati, case farmaceutiche, atenei e governi di tutto il mondo, cercano di ridurre al minimo i tempi per ottenere uno o più prodotti validi per l’applicazione su larghissima scala. Ma ci sono ancora problemi irrisolti, domande cui servono risposte certe. Quanto mortale è il Covid-19? Oggi sappiamo che il virus entra nelle cellule e le dirotta, le pirata e in molti casi se ne impossessa del tutto. Perché le persone reagiscono in modo tanto diverso, in uno spettro che va dalla totale mancanza di sintomi fino alla morte?

Il mistero maggiore, per ora, è tracciare le differenze tra gruppi che rispondono in modo diverso. Analizzando i genomi di quattromila persone in Italia e Spagna, Paesi severamente colpiti, si sono isolate due varianti. Una riguarda il gene che determina il gruppo sanguigno di una persona, l’altra è invece un gruppo di geni che interagiscono con il recettore del virus. Portare queste informazioni su un piano clinico, avvicinandosi al vaccino, è la sfida.

L’altro interrogativo riguarda l’immunità e quanto sia la durata. Gli anticorpi che neutralizzano un nuovo insorgere dell’infezione, restano in una persona settimane o mesi. Secondo l’immunologo George Kassiotis del Francis Crick Institute di Londra nel caso della SARS si trovano difese negli organismi di alcuni ex pazienti anche dopo dodici anni. È evidente la correlazione tra capacità di far durare gli anticorpi ed efficacia del vaccino. Se il virus sia mutato, e quanto, è un altro oggetto di ricerca. Versioni del Covid-19 identificate negli stadi iniziali in Lombardia o a Madrid sembrerebbero maggiormente aggressive di quelle apparse in seguito, ma c’è un alternarsi di “edizioni” più o meno virulente di cui al momento gli scienziati non si capacitano.

Una partita a tre

Infine, la grande incertezza è se e quanto funzionerà il vaccino: attualmente non è chiaro quale livello di anticorpi sia necessario per fermare nuove infezioni.
Per avere risposte veloci e attendibili aiuterebbe trovare un animale che ospiti un virus al 99 per cento simile a SARS-CoV-2: forte ma non sufficiente la sovrapposizione nei pipistrelli, nei pangolini o nelle civette.

Il vaccino, ha stabilito l’OMS con l’accordo pieno di tutti gli Stati, sarà “un bene comune sottratto alle leggi di mercato”. Il vantaggio di chi arriva primo avrà comunque un forte impatto in termini di prestigio. L’Economist ha paragonato ciò che sta accadendo nei laboratori di tutto il mondo alla gara tra USA e URSS per la corsa allo spazio negli anni Sessanta. Stavolta è una partita a tre: Cina, Stati Uniti ed Europa. Se la competizione accademica e politica serve a rendere più veloce la messa a punto del vaccino possiamo solo augurarci che il migliore vinca il più in fretta possibile, ovunque sia.