Più o meno contagi?
I dati dicono: “Attenti, ma niente panico”

Siamo nella seconda metà di settembre, a oltre sette mesi dall’inizio della pandemia da COVID-19 in Italia, e sull’interpretazione dei dati si continua a litigare. Per alcuni nulla sta cambiando, per altri siamo di nuovo sull’orlo del precipizio. Né l’una né l’altra, probabilmente. Siamo però in una condizione delicata, per cui se terremo comportamenti corretti e faremo scelte giudiziose – per esempio non riaprendo le discoteche, ma neppure gli stadi; continuando a indossare le mascherine, a tenere la debita distanza fisica e a lavarci spesso le mani – potremo convivere senza eccessive preoccupazioni col virus SARS_CoV-2.

Al contrario, se le nostre scelte e i nostri comportamenti saranno sbagliati, ci ritroveremo nelle condizioni di qualche mese fa e/o in quelle di alcuni Paesi europei vicini, come Francia, Spagna, Gran Bretagna.

Per capire come stanno le cose ricordiamo alcuni dati. Che non sono tanto quelli del numero di contagi assoluti, quanto piuttosto quelli del tasso di positività (ovvero il numero di contagi rilevati rispetto al numero di tamponi effettuati). Premettendo ancora una volta che si tratta certo di un indicatore significativo, ma che non ci fornisce tuttavia il quadro completo della situazione. Il tasso di positività ci consente però di renderci indipendenti dal numero fluttuante di tamponi effettuati e di rendere più pieno di significato il numero di contagiati quotidianamente rilevati. Neppure il tasso di positività, tuttavia, è una variabile del tutto indipendente. Quando il numero di tamponi diminuisce molto, per esempio, è probabile che il test venga effettuato su persone che si presume possano essere contagiate, cosicché aumenta la probabilità di trovarli i contagiati.

Un esempio per capire

Facciamo un esempio. Se io ho un contenitore di palline di tre colori (nero, bianco e rosso) e ciascun colore è equamente rappresentato, se effettuo un’estrazione a caso ho un terzo di probabilità di estrarre una pallina rossa. Se ho un contenitore con due colori (bianco e rosso) ho una probabilità su due di estrarre una pallina rossa, Se ho un contenitore con palline tutte rosse, ho la certezza assoluta di trovare una pallina rossa.
Ebbene, quando diminuiscono i tamponi è come se nel contenitore con palline di due colori sottraessi molte palline bianche, cosicché la probabilità di estrarne una rossa aumenta.

covid-19 saluteCiò detto veniamo ad alcuni dati di riferimento con cui comparare la nostra situazione attuale. Fino al primo aprile scorso i contagiati in Italia risultavano 110.574 con 541.423 tamponi effettuati, con un tasso di positività pari addirittura al 20,4%. Si facevano i tamponi solo a chi aveva sintomi vistosi, cosicché la probabilità di trovare un positivo era molto alta.
Una migliore indicazione ci viene dai dati giornalieri: il 10 marzo 2020, per esempio, i nuovi contagiati in Italia sono stati 529 e i tamponi effettuati 6935, con un tasso di positività del 7,63%. L’1 aprile 2020 i nuovi contagiati in Italia sono stati 2937 e i tamponi effettuati 34.455, con un tasso di positività dell’8,52%.
Una condizione peggiore di quella che si verifica ora in Francia, in un giorno di metà settembre risultavano 10.561 contagiati con 196.000 tamponi effettuati, con un tasso di positività del 5,39%.

Il tasso di positività oggi

Cosa succede oggi in Italia: ieri 20 settembre i positivi rilevati sono stati 1587, i tamponi effettuati 83.428, dunque il tasso di positività è stato pari a: 1,90%. L’altro ieri i positivi rilevati 1.639, i tamponi effettuati 103203, il tasso di positività, di conseguenza, 1,59%. In questi ultimi due giorni, dunque, il tasso medio di positività è stato di 1,75%: decisamente inferiore sia a quello di marzo o aprile in Italia (8,5%), sia a quello di questi giorni in Francia (5,4%).
Ciò non toglie che le cose stanno cambiando anche in Italia.

covid-19Come si vede, al netto delle fluttuazioni giornaliere, nella prima parte di questo periodo, dal primo al 25 agosto, corrispondente ai grandi movimenti per le vacanze, c’è stata una crescita del tasso di positività: da circa 0,5% a circa 1,5%. I casi sono triplicati (aumento del 200%). Poi, per quasi due settimane il tasso di positività è risultato sostanzialmente stazionario, intorno all’1,5%, come Strisciarossa ha già avuto modo di rilevare. Negli ultimi dieci giorni si registra invece un aumento, sia pure molto contenuto (del 17%), con un tasso di positività vicino ma inferiore all’1,8%. Il che significa tre volte inferiore a quello francese attuale e quasi cinque volte inferiore a quello in Italia dell’aprile scorso.

Un grafico con i dati organizzati per settimane risulta probabilmente più chiaro, perché elimina tante fluttuazioni.

Campanello d’allarme, ma niente panico

Crescita sostenuta tra la prima e la quarta settimana, stabilizzazione tra la quarta e la sesta, leggera crescita negli ultimi sette giorni. È successo che con la fine di agosto i movimenti e gli assembramenti (non solo dei giovani in discoteca, ma anche sui mezzi di trasporto da e per le zone di vacanza) sono diminuiti drasticamente e, dunque, sono diminuiti i nuovi contagi rilevati. Poi c’è stata trasmissione nelle famiglie, come sembra dimostrare anche l’aumento dell’età media dei contagiati e l’aumento del ricorso alle terapie intensive. Meno significativo è il numero di morti, che pure sembra aumentare. Ma questo dato fotografa una situazione di contagio vecchi di almeno due settimane.

In conclusione: il tasso di positività in Italia è tre volte inferiore che in Francia o in Spagna. È decisamente inferiore anche in Gran Bretagna. Inoltre è lontanissimo da quello dei primi mesi dell’epidemia.

Tutto questo deve renderci più ottimisti. Ma non deve indurci ad alcun rilassamento. Quell’aumento delle ultime due settimane, dopo lo scostamento della prima parte di agosto e la stabilità della parte di mezzo, è un campanello d’allarme. Che suona sì piano, ma con intensità crescente. Nessun panico, ma molta, molta attenzione.