Conte, la Tav
e le regole logiche
di Aristotele

“È impossibile che la stessa cosa, a un tempo, appartenga e non appartenga a una medesima cosa, secondo lo stesso rispetto”: enunciato originariamente nel libro quarto della “Metafisica” di Aristotele, il principio di non contraddizione ha resistito ad una miriade di tentativi di confutazione, proposti da filosofi e scienziati di ogni orientamento lungo un arco di tempo di più di due millenni. A coloro che mettevano in discussione la validità del principio, il filosofo faceva notare che se relativamente a un medesimo soggetto sono vere, a un tempo, tutte le affermazioni contraddittorie, saranno la medesima cosa una trireme, una parete e un uomo, e tutte quante le cose si ridurranno a una sola.

Di qui la conclusione a cui approda tutto il ragionamento: il pdnc (come suona la formulazione abbreviata) è “il principio più saldo di tutti” , come è confermato dal fatto che colui che intenda negarlo, se vuole dare un significato determinato a ciò che afferma, deve presupporne la validità. Sarà necessario arrivare agli esiti più rivoluzionari della logica formale contemporanea,  e ad alcune innovative implicazioni della meccanica quantistica, per vedere scossa la fiducia universalmente riconosciuta al pdnc. Ma anche prestigiosi scienziati, come Kurt Goedel e Erwin Schroedinger, considerati gli alfieri della rivoluzione logico-epistemologica del Novecento, devono ammainare bandiera di fronte al premier italiano.

La posizione assunta da Conte in merito alla vicenda TAV sancisce il definitivo tramonto del principio caro ad Aristotele. L’assunto è esattamente rovesciato: è del tutto possibile che la stessa cosa convenga e non convenga ad un’altra cosa nello stesso tempo e sotto il medesimo rispetto. La decisione presa dal capo del italiano governo dice infatti che il TAV si farà e non si farà nello stesso tempo e dallo stesso punto di vista. Adesso, finalmente, appare chiaro il motivo per cui, quello in carica, rivendica di essere l’esecutivo del cambiamento. Perché con un colpo solo ha mandato definitivamente in soffitta un filosofo  ammuffito ; perché ha cambiato sotto il nostro naso le regole elementari della logica; perché è riuscito nell’impresa vanamente tentata da patetici apprendisti come Hegel o Schopenhauer .

E si capisce anche un’altra cosa importante. Se stiamo a sottilizzare sulla assai dubbia plausibilità del reddito di cittadinanza, se eccepiamo sulle decisioni di chiudere i porti ai migranti, è solo per invidia. Avremmo voluto essere noi ad infrangere per primi un principio che ha resistito così a lungo nel tempo. Ci tocca rosicare, mentre Conte e i suoi scudieri aggiungono alle loro memorabili imprese un ulteriore trofeo. Con buona pace di Aristotele e della sua pretesa di insegnarci le regole elementari del ragionamento corretto.