Conoscere i migranti
per capire
le migrazioni

Un libro d’esordio spesso ha il sapore del primo passo, dell’entusiasmo ingenuo. Quello di Angela Tognolini, “Vicini lontani” (editrice Il Castoro) non ha, invece, alcuna di queste caratteristiche. Credo di intuirne le ragioni. La giovane scrittrice sceglie di approcciarsi al mondo della letteratura per adolescenti e preadolescenti con un insieme di racconti che hanno geografie e protagonisti diversi, tenuti assieme dal comune destino di migrazioni, talvolta drammatiche.

Angela Tognolini, in un’intervista, confessa non solo il suo amore di sempre per la scrittura ma anche la sua passione per l’impegno civile che prestissimo si è trasformato in percorsi di studio e di lavoro sino a portarla a Trento, al Centro Astalli. Per molto tempo, ogni giorno ha “addestrato” i nuovi arrivati da paesi in guerra o in fuga dalla fame all’intervista con i funzionari italiani che avrebbero decretato il loro futuro status. Per farlo serviva, però, farsi raccontare i loro percorsi, i traumi subiti, le rotte che li avevano condotti in Italia. Serviva conoscere le loro vite per dare in cambio informazioni su cosa attendersi nel paese di arrivo, quali le leggi vigenti, cosa temere, quali sogni conservare e quali mettere in un cassetto.

Facile che il racconto di questi vissuti si imprima nel cuore prima ancora che nella mente e possa diventare materia letteraria, storia piena di umanità.  Ci sono libri bellissimi scritti da operatori – pensiamo a “Lacrime di sale” del medico di Lampedusa Pietro Bartolo – o da scrittori/trici già affermati come il toccante “Io sono con te. Storia di Brigitte” di Melania Mazzucco, che nascono proprio da questi incontri. Così nasce “Vicini lontani”, scritto con grande abilità, sorretto da un ritmo che non ti consente di abbandonare la pagina che stai leggendo.

Ed ecco la storia di Yara che dalla martoriata città siriana di Homs parte per il Libano, sino ad arrivare in Italia. O quella di Zadek, il taciturno facchino afghano, un tempo bambino soldato che trova in Italia un modo per chiudere con il passato. O ancora, apprendiamo le vicende di Madou, nato con 6 dita, un presagio di sfortuna che si rivelerà alla fine la carta vincente per ricongiungersi alla madre in Francia. Perché, anche nelle vite dei più disperati a volte arriva la fortuna.