Compagno

Caro compagno, viviamo in tempi tremendi, e chi può e chi sa, ha infiniti più doveri di un tempo, non escluso quello di saper sacrificare anche un proprio giusto orgoglio, a vantaggio di una pace, di una disciplina, di una sicurezza anche minime, semplici, quotidiane. Chi non ha capito che dobbiamo cambiare, cominciando da noi stessi, non cambierà mai nessuno. E tu e io, compagno, siamo tra coloro che vogliono addirittura cambiare il mondo.

Fortebraccio, 14 maggio 1978