Cinema, folk, comics: l’eredità di Ugo Gregoretti a Pontelandolfo

Nei primi giorni di agosto, quando si celebrano le feste patronali e tornano gli emigrati, sono tornato anche io a Pontelandolfo, paesino di duemila e poco più anime, sulle colline (per la precisione, 525 metri sul livello del mare) in provincia di Benevento. Di questo paesino e della sua storia ho già scritto, avendolo visitato la prima volta nel 2013, quando conobbi e intervistai per l’Unità il pontelandolfese illustre, ancorchè onorario, Ugo Gregoretti.

Pontelandolfo senza Ugo

casa Gregoretti a PontelandolfoDa allora, sono andato altre volte. La novità di quest’anno – a parte l’abbondante “fioritura” di pale eoliche sulle alture circostanti, che sarà utile alla produzione di energia pulita, ma al paesaggio mica tanto – è che Ugo Gregoretti ha lasciato per sempre Pontelandolfo e questo mondo. Se ne è andato, poche settimane fa, il 5 luglio scorso.

La sua abitazione e il suo studio in paese, che stanno giusto di fronte al B&B “Il Castello”, nel quale io solitamente alloggio, adesso sono chiusi. E chissà se la moglie Fausta e i figli vorranno continuare una frequentazione che, per la famiglia Gregoretti, iniziò ai tempi in cui Luciano, padre di Ugo, acquistò l’antica torre, simbolo del paese. In quella prima residenza di famiglia, erano spesso ospiti Ettore Scola, Gigi Proietti e altri personaggi della cultura e dello spettacolo. Dopo la morte di Luciano, la torre fu ceduta. Ma il legame non si interruppe, in anni più recenti Ugo ricevette la cittadinanza onoraria e riprese casa in paese.

Il ricco archivio personale

Per Ugo Gregoretti, Pontelandolfo non era soltanto il buen retiro in cui riposare d’estate. Era anche occasione e stimolo per nuove idee e nuove iniziative culturali, che adesso meriterebbero di sopravvivere alla scomparsa di chi le ha promosse. In particolare, il cospicuo archivio personale, donato al Comune e conservato in un bel palazzo ottocentesco di proprietà pubblica, e il Comicron, festival del cortometraggio comico che ha già alle spalle alcune edizioni.

“Stiamo cominciando a rifletterci – dice il sindaco Gianfranco Rinaldi – la nostra intenzione è di dare un seguito a questa eredità culturale, di valorizzarla. Certo, siamo un piccolo paese, senza Ugo non sarà facile, tra l’altro lui non ci ha mai chiesto nulla per le cose che proponeva e realizzava. Adesso ci auguriamo di poter contare sulla collaborazione dei suoi familiari, degli amici e collaboratori che Ugo aveva. Alcuni contatti sono già in corso. Intanto, come amministrazione comunale, pensiamo di organizzare nei prossimi mesi, tra l’autunno e l’inverno, un evento commemorativo. Sarà anche una occasione per ragionare sul futuro”.

Un film sull’eccidio del generale Cialdini

ponmtelandolfo monumento eccidio CialdiniIl “che fare” di questa eredità di Gregoretti non è l’unico cantiere aperto sul fronte culturale a Pontelandolfo. Che potrebbe anche diventare set per un film su alcune vicende della sua storia: quelle della emigrazione, in particolare verso le Americhe; e quelle che, appena dopo l’unità d’Italia, culminarono il 14 agosto 1861 nella strage di centinaia di cittadini e nella distruzione del paese ad opera delle truppe del generale Cialdini, come rappresaglia indiscriminata per le azioni del brigantaggio. Centocinquanta anni dopo, il 14 agosto 2011, Giuliano Amato venne a portare ufficialmente le scuse dell’allora presidente Giorgio Napolitano e dello Stato, trascritte in una targa ai piedi del monumento che ricorda la strage. “Il progetto c’è – conferma il sindaco – con un regista e una bozza di sceneggiatura. Sono venuti a presentarcelo, naturalmente ha dei costi e bisogna verificare la praticabilità dei canali di finanziamento regionali e nazionali. Vedremo cosa è possibile fare”.

Il festival di danze e tradizioni popolari

Pontelandolfo folkNel frattempo, già da alcuni anni è una apprezzata realtà il Pontelandolfo Folk, festival internazionale di danze e tradizioni popolari, che si tiene durante le feste patronali e accoglie gruppi provenienti da tutto il mondo. Quest’anno, insieme al bravissimi “padroni di casa” Ri Ualanegli, si sono esibiti gruppi provenienti dalla Colombia, della Thailandia, dall’Irlanda e dal Portogallo. L’obiettivo della amministrazione comunale e delle associazioni promotrici è fare crescere ulteriormente questa manifestazione, quanto meno a una dimensione regionale.

E insomma – se a questi spunti di interesse culturale si aggiungono la piacevolezza dei dintorni e del piccolo centro abitato, pulito, tranquillo, in buona parte pregevolmente restaurato, la possibilità di alloggio in deliziosi B&B, le appetitose specialità enogastronomiche – di motivi per una visita ce ne sono. Benvenuti a Pontelandolfo.