Ciao Lina Fibbi, partigiana comunista
operaia e dirigente della Cgil

Ciao Lina Fibbi. Ho ancora in mente una sua aspra telefonata. Eravamo negli anni settanta. Io facevo parte della redazione de “l’Unità” di Milano, lei era segretaria di quella che si chiamava allora Filtea-Cgil, ovvero dei lavoratori tessili. Quel giorno era alla guida di un corteo per le vie centrali di Milano, lei che quindicenne era stata operaia tessile a Lione, emigrata da Fiesole (ancora bambina) col papà per sottrarsi alle violenze fasciste. Mi telefonava per rimproverare il silenzio del giornale e mio (accusato di occuparmi solo di metalmeccanici) a proposito delle lotte dei tessili.   Era fatta così, sempre carica di spirito militante, impetuoso, senza peli sulla lingua. Una comunista appassionata, più tardi aderente ai Ds e poi al Pd di Renzi. Una “riformista” pragmatica, sempre vicina alle posizioni di Amendola e poi di Napolitano. Ha testimoniato con la sua vita, con la sua fede in ideali non rimossi, con l’amendoliano carattere sanguigno, che essere riformisti non significava certo, per lei, abbandonare il campo della lotta.

Ora Lina, a 98 anni, ci ha lasciato. Ripercorrere la sua vita significa ripercorrere un pezzo di storia italiana. Comincia la sua attività politica già a 15 anni iscrivendosi alla Federazione giovanile comunista francese. A 17 è dirigente dell’Unione delle ragazze francesi nella regione del Rodano. E’ protagonista di esperienze difficili come l’arresto e l’internamento prima nel campo di Rieucros, poi in carcere a Firenze. Partecipa alla Resistenza nel servizio clandestino della direzione del PCI dell’Interno e poi a Milano del Comando generale delle brigate Garibaldi. Qui si occupa dei Gruppi di difesa della donna. Finita la guerra eccola segretaria generale del sindacato tessili della Cgil e deputata del Pci nella quarta e nella quinta legislatura (1963-1972).

Tra le sue numerose testimonianze quella che ricorda la fondazione dei Gruppi delle donne nella Resistenza: “Bisognava andare in giro, aiutare le donne, verificare i loro compiti, ma soprattutto prendere contatti con le forze cattoliche, liberali e a poco a poco divenne organizzazione in cui erano rappresentate tutte le forze politiche, ma anche di tante donne che volevano fare qualcosa per cacciare i tedeschi e i fascisti…. Quante donne hanno nascosto, sfamato soldati, renitenti, partigiani!”.

Lina aveva avuto un compagno, Raffaele Pieragostini, partigiano, medaglia d’oro al valor militare, fucilato nel 1945 dai fascisti. E’ il padre di Gianna Pieragostini, l’adorata figlia di Lina. Sono state rintracciate di Raffaele due lettere alla compagna Lina con la data del 28 e del 29 marzo 1945. Scriveva nella prima, immaginando la nascita di un figlio maschio: “Cara Lina, carta, tempo e vigilanza m’impediscono di dirti tante cose. Sii forte e coraggiosa. Abbi cura del nostro prossimo figlio e se io non potrò vederlo né conoscerlo, sappi che già ora lo amo tanto. Il dolore di non poterlo un giorno stringere nelle mie mani è grande, ma non dispero del tutto. Comunque educalo alla scuola di suo padre e alla tua e chiamalo Gianni. Saluta tutti i compagni e per te tanti baci e abbracci”.

E nella seconda lettera aggiungeva: “Cara Lina, i nostri biglietti, il mio del 28 e il tuo del 21 si sono incontrati lungo il cammino ed io esaudisco il tuo desiderio espresso in quelle poche righe. Sono lieto di saperti in buona salute e tutta intenta a preparare e a prepararti per il nostro bimbo. Non ti ripeto quanto ti scrissi ieri. Sono in attesa di tutto e di nulla. Ringrazio tutti per quello che si fa per me e anelo fortemente una riuscita per poter riprendere posto nella nostra famiglia e partecipare alla ricostruzione del nostro paese. Abbi cura e abbine per il nostro bimbo qualora io non ci fossi. Tanti baci a te e al nostro piccolo quando nascerà. Saluti a tutti”. E’ nata poi Gianna a cui va oggi il nostro abbraccio dolente. Il ricordo di Raffaele e di Lina dovrebbe servire a far capire, oggi,  a tanti sordi e ignoranti, chi ha fatto questo Paese e che cosa dobbiamo a questi nostri padri e madri.

Lina Fibbi verrà ricordata martedì 23 alle ore 11 presso il cimitero acattolico in Via Caio Cestio 6 a Roma (Testaccio).