Che giallo quel Dna!

Se c’è una scienziata attorno cui costruire un giallo mozzafiato questa è Rosalind Franklin. Grande scienziata in onore di Nobel, il suo lavoro è stato molto rivalutato dopo la morte, avvenuta in giovane età. Rosalind Franklin è stata una chimica-fisica formatasi a Cambridge, grandissima esperta della cristallografia ai raggi X. A lei dobbiamo alcune delle più nitide immagini della molecola del DNA negli anni in cui il mondo accademico competeva per indovinare la struttura del “codice della persona”, quella famosa doppia elica intuita da James Watson e Francis Crick, geniali e spregiudicati studiosi. Essi arrivano alla scoperta che verrà premiata con il Nobel grazie anche alle immagini della Franklin di cui riescono a prendere visione tramite un collega della scienziata, tal Maurice Wilkins. Quest’ultimo lavora al King’s College negli anni Cinquanta con Rosalind Franklin ma tra loro non corre buon sangue, anzi c’è aperta ostilità. In particolare una foto della Franklin, la numero 51, è la più nitida ed è quella che mette sulla buona strada gli studiosi del DNA. Peccato che alla scienziata venga riconosciuto un merito marginale, anche nelle pubblicazioni che all’argomento dedicata la rivista Nature.

Come si intuisce, la realtà ci restituisce un perfetto intrigo accademico e una feroce competizione venata di misoginia. In effetti si può affermare che il lavoro della Franklin sia stato così poco riconosciuto dagli altri membri della comunità scientifica, quando lei era in vita, forse anche perché era una donna.

Su questa realtà Chiara Valentina Segrè costruisce un perfetto romanzo giallo, “Foto 51: il segreto del DNA” (edizioni Notes). Il plot, i colpi di scena, alcuni dei protagonisti sono frutto della sua fantasia ma la storia “vera” di Rosalind Franklin è anch’essa presente. C’è la Foto 51, la più bella immagine ai raggi X della molecola del DNA, la chiave di accesso allo studio della sua struttura, ci sono gli scienziati “buoni” e quelli “cattivi”. Tra i “buoni” Chiara Valentina Segrè inserisce, con un ruolo decisivo nel plot, Linus Pauling, scienziato da due Nobel, il secondo è un Nobel per la Pace, per la sua battaglia contro l’arma atomica. Frutto dell’immaginazione narrativa sono i sicari, i giovanissimi protagonisti, le minacce, i sequestri e molto altro. Il risultato è un ottimo libro di lettura, di grande suspance, di perfetta divulgazione scientifica, di riconoscimento del lavoro delle scienziate-donne. Che l’impresa narrativa sia perfettamente riuscita lo si deve anche alla doppia veste della Segrè, affermatasi nel ruolo di divulgatrice-scienziata e di scrittrice per ragazzi.