Centrale Sorgenia in Val d’Orcia:
un progetto che non s’ha da fare

In Val di Paglia, in località Voltole, nel Comune di Abbadia San Salvatore, al confine col Comune di Radicofani e quindi a poche centinaia di metri dal Sito Unesco Val d’Orcia, Sorgenia Geothermal vorrebbe realizzare una centrale geotermica sperimentale a ciclo binario a media entalpia con tecnologia ORC (Organic Rankine Cycle). Circa trenta giorni fa è iniziata la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), procedura amministrativa di supporto per le autorità competenti finalizzata a valutare gli impatti ambientali di un’opera il cui progetto è sottoposto al rilascio di un’autorizzazione. Ciò lo sanno bene i ragazzi della associazione Pyramid di Radicofani, che appena venuti a conoscenza del progetto completo di allegati visibile sul sito della Regione Toscana hanno cominciato a subissare di domande persone che da molti anni seguono attentamente lo sfruttamento geotermico in Amiata. Da qui è partito un vero e proprio tour de force, un percorso fatto di studi, tavoli di lavoro e incontri pubblici che hanno visto la partecipazione di sindaci della Val d’Orcia, imprenditori, comitati, associazioni ambientaliste e culturali sia locali che nazionali. “Questa centrale geotermica si deve fare” – sostiene naturalmente il sindaco di Abbadia San Salvatore – “perché adotta una tecnologia nuova. Inoltre la Val d’Orcia” – risponde il sindaco a chi lo critica di voler ubicare una centrale al confine con tale meravigliosa area – “si estende ben molto lontano, a circa trenta chilometri, dal nostro territorio comunale in cui dovrebbe sorgere la centrale”. C’è da obiettare che:
1) Radicofani, distante poche centinaia di metri da dove dovrebbe sorgere la centrale, di circa 53.400 mq e distribuita su quattro diversi siti, è uno dei cinque Comuni della Val d’Orcia insieme a Castiglione d’Orcia, Pienza, San Quirico d’Orcia e Montalcino
2) La centrale, se si prendono in considerazione le centrali Enel attualmente presenti in Amiata, opererebbe con una tecnologia nuova. Giusto. Ma questo è soltanto un ragionamento sommario e approssimativo. Infatti dal progetto si evincono, proprio in relazione alla sua ubicazione, tante altre criticità: “rischio archeologico medio e alto” (come Sorgenia riporta nella sua Relazione Archeologica allegata al progetto), rischio di micro sismicità indotta e quindi relative conseguenze negative sul sistema termale di zona, subsidenza e forti criticità idrogeologiche. Oltre, naturalmente, ad un evidente e spregevole impatto paesaggistico. Infine, di lì passa anche la Via Francigena.

Di ciò se n’è discusso sabato 14 dicembre a San Quirico d’Orcia al Convegno “Progetto Geotermico Le Cascinelle – Aspetti Valutativi e Propositivi del Territorio Val d’Orcia”, promosso da Ecosistema Val d’Orcia (costituito inizialmente da Pyramid e Opera Val d’Orcia) e Gruppo di Lavoro per la Val d’Orcia, presieduto da Benedetta Origo. Una lunga giornata iniziata alle 9.30 e proseguita fino a metà pomeriggio. Un appuntamento, tuttavia, in cui ancora una volta è stato possibile opporsi e dire “no alla realizzazione di una centrale geotermica alle porte del Sito Unesco Val d’Orcia e per di più in un’area” – come dimostrato dagli interventi di alcuni relatori presenti, l’ingegner Carlo Balducci, il geografo Leonardo Porcelloni, l’archeologo Franco Cambi, il vulcanologo Giuseppe Mastrolorenzo, il geologo Andrea Borgia – “non idonea a questo tipo di insediamenti.” È chiaro quindi che gli esperti di Sorgenia abbiano individuato questo territorio per tentare di realizzare una delle ennesime opere all’italiana che mirano purtroppo più all’interesse privato che al bene comune. E probabilmente mentre ci riflettevano sopra credevano di venire qui e di trovare degli sciocchi e sprovveduti cittadini del sud Senese che, senza fiatare, avrebbero acconsentito a qualsiasi cosa. Ma si sono sbagliati. Qui i cittadini ci sono. E si sono informati, interrogati. E adesso si oppongono e resistono.