Cattivi pensieri su una crisi arginabile

Sono preso da pensieri che qualcuno potrebbe giudicare irresponsabili. Ovvero che forse era meglio, con il Pd, tentare di condizionare i 5 stelle con un appoggio esterno benevolo, senza condivisioni governative , cercando di obbligarli a scelte programmatiche diverse. Impresa forse impossibile, ma bisognava provarci. Bisognava fare di tutto per impedire il pericolo principale: il connubio nefasto tra Lega e 5 stelle.
Un altro pensiero mi attanaglia. Forse il presidente Sergio Mattarella doveva tentare un compromesso ulteriore attorno alla figura del professor Savona. Magari con l’idea di poterlo poi condizionare negli atti concreti di governo.
Dico tutto questo perché temo che la soluzione a cui andiamo incontro (nuove elezioni, rafforzamento previsto dai sondaggi di Lega e 5 stelle) dia luogo a una situazione peggiore di quella attuale, con un presidente della Repubblica ulteriormente indebolito. E che dovrà tornare a fare i conti, in una posizione di minor forza, con quegli interlocutori che oggi straparlano di marce su Roma, con atteggiamenti eversivi.
So bene però che ormai è tardi. La storia non può tornare indietro . Allora credo che non resti che scatenare un’offensiva democratica capace di conquistare consensi maggioritari. Senza atteggiamenti schifiltosi a sinistra tra Pd, Leu, Sinistra Unita, potere al popolo e via enumerando, anche tra le forze di centro. Sapendo che non basta gridare “allarmi son fascisti”. Occorre ragionare con quei milioni di italiani, spesso operai, impiegati, tecnici, precari, una moltitudine di non abbienti, sedotti dalle grida di Salvini, Di Maio e centrodestra, dimostrando che le loro scelte programmatiche, le loro proposte, cominciando dalla Flat-tax, conducono l’Italia, e in primo luogo i diseredati, alla malora.