Casa delle donne,
in campo gli attori

Porta al dito un anello da lui stesso forgiato Marcello Fonte, il jolly, il folletto, il Puk improvvisamente apparso sulla scena del cinema italiano e alla Croisette di Cannes, dove è stato premiato come miglior interprete per il film di Matteo Garrone, Dogman. Quando, nel giardino della Casa internazionale delle donne, gli chiedono di sedersi per una foto “posata” appoggia il mento alla mano, “così l’anello si vede e magari lo vendo”. Le sue due vite si mescolano, quella di prima, dei lavori manuali e precari, “che faccio a casa, mi basta, non ho un laboratorio. Mi piace lavorare con le mani” e la vita nuova, delle agenzie internazionali che lo intervistano in esclusiva, alla quale non è ancora abituato. Sta ancora con tutte e due le scarpe, con la testa e con il cuore nel mondo di prima, quello della solidarietà alle compagne e ai compagni del Cinema Palazzo, del Teatro Valle, dell’Angelo Mai, il Grande Cocomero, le esperienze di occupazione creativa a cui ha partecipato, crescendo come regista e come attore, e della solidarietà alla Casa delle donne. Arriva tardi alla Casa – dove si svolge la conferenza stampa in risposta agli attacchi del Campidoglio al progetto del Buon Pastore così come alle altre realtà autogestite che occupano spazi di proprietà comunale. Si è svegliato tardi a causa del tour de force di questi giorni, “Ma ho fatto un grande sforzo per venire, voglio esserci”, gli portano un caffè che ingurgita in fretta: “Sono qui – dice- per difendere gli spazi dove è possibile incontrarsi, avere questi spazi è importante, ci servono a capire dove siamo e dove stiamo andando, ci servono per praticare la cultura come bene comune. La cultura è di tutti, anche di chi non se la può permettere”. Per l’attore incoronato a Cannes, per il ragazzo povero arrivato con una valigia di sogni dalla Calabria, Roma Capitale è stato questo: la possibilità di incontrare gli altri negli spazi informali che la capitale offre e che sono a minaccia di sfratto. A Virginia Raggi lo dice con animo gentile: “Signorina, venga anche lei, lei è una donna e questa casa è anche sua, venga incontro alle esigenze che ci sono, quella di avere degli spazi liberi è un’esigenza molto importante. Signorina, vorrei dirle che mi ricordo di lei quando era all’opposizione. Ora deve prendere decisioni e le decisioni che si prendono nella vita sono anche delle responsabilità per la vita degli altri”. “Perché, invece di prendersela con chi fa male, se la prendono con chi fa cose buone? Uno costruisce una cosa buona e ti mandano via, ne fa un’altra e la distruggono. Dove dovemo annà?”.

Realizzato un sogno, quello di trasformare il ticchettio della pioggia sul tetto di lamiera in applausi, quali altri sogni vuole realizzare? “Tanti, per ora inutile parlarne, ma ce ne è uno molto importante, eliminare la plastica. La plastica che sta dappertutto, che buttano per strada, mi fa arrabbiare. Voglio eliminare la plastica”.

Visto che siamo alla Casa delle donne, ci dice quale è stata una figura femminile importante per lei? “Silvia Gallerano, l’ho conosciuta al Valle, è una donna, una personalità bellissima, era incinta e recitava, nuda sullo sgabello, recitava “La merda”. Poi ha fatto la mia mamma in “Asino vola”, la mia mamma è molto contenta di essere stata rappresentata da lei. Silvia per me rappresenta le donne, la forza, il coraggio delle donne, e anche la voce, la sua bella voce”.

Alla conferenza stampa della Casa internazionale delle donne interviene anche Jasmine Trinca, rappresenta Dissenso comune, l’iniziativa rivolta dalle donne dello spettacolo a tutte le donne “per una riscrittura degli spazi di lavoro e per una società che rifletta un nuovo equilibrio tra donne e uomini”. “Sono qui – dice – perché ormai si tratta di una vera e propria resistenza. Siamo stufe ma non smetteremo di fare un appello al giorno, perché non chiuda qualcosa, dalla scuola materna di San Gregorio al Celio, al Grande Cocomero”. “Voglio dire che il comune di Roma pensa di avere un credito e invece ha un debito, dovrebbe dire grazie a donne e cittadine che producono idee e fanno manutenzione di un patrimonio comune”.