Nespolo, Anpi: “Mai più fascisti e razzisti”

Per essere antifascisti bisogna riconoscere il fascismo nelle sue forme più subdole e nuove. Molte sono state le responsabilità di stampa e talk show, di intellettuali sdoganatori, di politici distratti. Alla vigilia della manifestazione di oggi a Roma ne parliamo con Carla Nespolo, presidente nazionale dell’Anpi.

Non c’è stata campagna elettorale più segnata da episodi di fascismo e di razzismo. Perché proprio ora? Dopo Macerata, gli insulti al campo di Baobab a Roma. E la rete è sempre più campo libero.

“E’ vero, è un rischio. Siccome in campagna elettorale ci sono anche forze che apertamente si richiamano al razzismo, che è la culla del fascismo, era inevitabile che succedesse. D’altra parte i prodromi della violenza c’erano stata nei mesi precedenti, ragazzi che attaccavano manifesti politici accoltellati da Casa Pound, quegli altri di Veneto skinheads che a Como hanno fatto irruzione durante la riunione di Como senza frontiere leggendo un proclama… Non era ancora la violenza, dei giorni scorsi, ma pure violenza, come il volantino di Anna Frank distribuito allo stadio. Poi le cose si sono aggravate. A Macerata c’è stato un episodio terribile, l’uccisione barbara di una giovanissima ragazza. I criminali vanno puniti, tutti. Ma è intollerabile che una persona abbia sparato da un’auto in corsa contro uomini e donne che non c’entravano niente con quell’episodio, innocenti e inermi, per il solo fatto che avevano la pelle nera. Sarebbe come se a Milano, dopo l’uccisione di un’altra ragazza da parte di un autista dell’Atm, qualcuno fosse andato a sparare agli autisti del trasporto pubblico.

Pigneto-Torpignattara, manifestazione dopo i fatti di Macerata. Foto di Ella Baffoni

Comunque, è l’appello che vorrei fare, alla violenza non si risponda con la violenza. L’antifascismo è forte se è unito, se siamo capaci di convincere. Se, come a Palermo, ci mettiamo a picchiare uno che pure è un delinquente, che picchiava gli stranieri, chi convinciamo? E’ lo Stato che ha il compito di fermare i criminali e i razzisti”.

Dopo l’assoluzione di uno che fece il saluto romano durante una commemorazione, intervistato da Strisciarossa un membro dei Modena City Ramblers propone di cambiare la Costituzione, così da impedire anche queste manifestazioni.

“Non sono d’accordo, non è così. Noto innanzitutto che la stampa ha dato grande risalto a quella sentenza, e pochissimo invece al dispositivo reso noto in questi giorni sul monumento a Graziani di Affile, che ha condannato sindaco e assessori. Pochissimo alla sconfitta di Casa Pound a cui il sindaco di Brescia ha negato spazi pubblici: il loro ricorso è stato rigettato. La Costituzione vieta con chiarezza nella dodicesima disposizione finale la ricostruzione del partito fascista. Poi ci sono le leggi contro il razzismo e contro il fascismo, Scelba e Mancino: ecco, quelle vanno modificate forse, perché consentono la condanna solo in occasione di violenza esplicita, e invece dovrebbero trattare anche dell’apologia di reato che il saluto romano senza dubbio incarna. Le sentenze vanno rispettate, anche se a volte mostrano la necessità di una integrazione legislativa, come in questo caso. Ma la Costituzione non c’entra”.

Pertini nel 1960, si trattava della celebrazione del congresso dell’Msi, diceva apertamente che i neofascisti non devono manifestare. Non c’è stato un appannamento di memoria?

“Negli anni 70 qualche organizzazione fascista, ricordo Ordine nuovo, è stata sciolta. Oggi noi non siamo stati ascoltati. Ma noi la memoria l’abbiamo ben limpida. All’organizzazione della manifestazione di oggi a Roma hanno partecipato ventitrè associazioni, organizzazioni, movimenti. Non è solo un appuntamento indetto da Anpi e Pd. Ci sono tutte, tutte, le associazioni dei partigiani, dei deportati, dei perseguitati politici. Ci sono associazioni laiche e confessionali, i tre sindacati, altri movimenti e i partiti antifascisti. E’ arrivata l’adesione dell’Ucei, l’unione delle comunità ebraiche. In piazza del Popolo la manifestazione sarà aperta da un messaggio di Liliana Segre. C’è un mondo vario ma molto unito. Dato che il governo non ci ha ascoltato, quando abbiamo chiesto che fosse negato ai partiti razzisti e fascisti l’accesso alle elezioni, ora diamo voce al popolo e raccogliano le firme per l’appello perché le organizzazioni neofasciste o neonaziste siano messe nella condizione di non nuocere sciogliendole per legge. Respingo al mittente le accuse di aver indetto questa manifestazione in campagna elettorale: lo facciamo ora perché ora c’è stata un’esplosione intollerabile di atti di terrorismo fascista. Noi parteggiamo per tutto l’antifascismo, anche quello di chi non vota. Chiunque governi ci dovrà ascoltare”.

Dunque è d’accordo con l’iniziativa di Laura Boldrini che chiede di mettere fuori legge le formazioni e i partiti neofascisti che invece ora si presentano impavidi alle elezioni.

“Sono ben contenta che lo dicano anche loro. Ma non è una novità, Liberi e Uguali lavora con noi da mesi su questo tema. Noi tutti firmatari dell’appello che da mesi sta girando chiediamo con forza lo scioglimento di Casa Pound e di Forza nuova. Almeno non gli si consenta di partecipare alle elezioni: l’esperienza della Resistenza ci insegna che i fascismi si sconfiggono con la conoscenza diffusa, l’unità democratica, la fermezza delle istituzioni”.