Cari renziani,
scioglietevi

Sono fra quelli che pensano che il Pd e LU si dovrebbero sciogliere. Non c’è alcuna possibilità di riformare sia un vecchio partito mai amalgamato sia un nuovo partito ucciso in culla dalla sua vorace burocrazia.

Sono anche fra quelli che non hanno più voglia di perdere tempo nel polemizzare su Renzi anche perché non temono il suo ritorno. Non tornerà. It’s impossible.

Tuttavia, prima di sciogliere i due partiti, credo che un gesto politico sia necessario, nel pieno rispetto del diritto di parola, del diritto di azione politica: sciogliere i “renziani”. Innanzitutto cominciando a non discutere più con loro del destino della sinistra.

Ogni giorno che dio manda in terra c’è un renziano che pontifica in tv e così scoraggia chi vorrebbe riprendere a discutere di sinistra. Ogni giorno che dio manda in terra leggiamo le condizioni di Renzi e dei renziani sul congresso, sulle primarie, su Zingaretti, su Gentiloni. Ora basta.

I renziani credono di essere dalla parte della ragione e pensano che il popolo che li ha cacciati è dalla parte del torto. Non chiedo autocritiche. Vedrete quanti salteranno il fosso. È di qualche giorno fa l’intervista di quel renziano romano che si fa l’autocritica sulle dimissioni di Marino per dare un colpo ad Orfini. Non interessano né le autocritiche né la rissa nel campo dei perdenti.

Ci devono interessare le persone intelligenti che hanno creduto nel progetto e che laicamente prendono atto del suo fallimento e cercano con noi un’altra strada. Vorrei anche dire che non bisogna fare una lista di persone da escludere.  L’elenco è facile e riguarda tutti, uomini e donne, che in tv sono andati a difendere l’indifendibile. Dovrebbero essere per primi a capire che serve loro un periodo lungo di silenzio. Devono farsi dimenticare.

Noi, cioè tutti gli altri, con i renziani in quanto tali non dobbiamo discutere. Ogni ipotesi di riforma passa dal presupposto che non sia frutto di trattative con una componente politica che nella società, se mai ha contato qualcosa, oggi conta niente. Non è una vendetta, è la legge severa della politica.

Quando hai partecipato alla più disgustosa dissipazione del voto di sinistra, devi stare zitto.

Fai politica, pensa alla rivincita, ma non è possibile che tu sia parte del programma di rinascita o rifondazione politica.

Sono convinto che la colpa dello sfascio non sia al 100% di Renzi, penso anche che Renzi sia arrivato così in alto perché la sinistra si era “imbruttita”, ma il renzismo oggi rappresenta divisione, scollamento con la società, arroganza.

È un fenomeno politico che va studiato nelle università per capire come sia potuto accadere che un partito sia morto per mani sue proprie.

Il cittadino Renzi e i cittadini renziani hanno tutti i diritti. Noi quello di non ascoltarli e non trattare con loro se si comportano come corrente organizzata.