Loguercio e l’antidoto delle canzoni
“Ci stiamo preparando al meglio”

Canio Loguercio, lucano di nascita, napoletano di adozione, profondamente uomo del sud, con i tanti pregi che questo comporta. Pregi che nella originalissima cifra musicale e compositiva che lo contraddistingue si manifestano in suoni, colori, atmosfere e soprattutto pensieri e parole molto originali e personali, sospesi fra malinconia, ironia, disincanto, fatalismo, rabbia mal celata, speranza, disillusione e quant’altre reazioni emotive questi tempi stranianti ci possano provocare.

E così, nella combinazione conseguente a queste premesse emotive, Canio ci esorta a prepararci al meglio, come da titolo e prima canzone di questo lavoro prodotto da Squi[libri], dalla gestazione ed uscita alquanto sofferta (causa Covid) con un ritornello ed un ritmo di apertura che entrano in testa e non si lasciano facilmente dimenticare. Ma è solo l’inizio, il caleidoscopio di musica e storie parte e ci ritroviamo in una carrellata di canzoni, fra riletture di classici napoletani (che sono un po’ il suo tessuto nutritivo primario), interpretazioni di standard del repertorio italiano di ogni tempo, brani originali con i suoi testi che raccontano pezzi di vita rivelatori di emozioni che in tanti a volte non riusciamo a cogliere, sospese fra realtà cruda e urgente del vivere quotidiano, emozioni d’amore, coscienza delle proprie debolezze, bisogno di comunicare.

Il suo canto (anche nelle produzioni precedenti) è caratterizzato da una voce bassa, a volte sussurrata, a tratti cavernosa, ammaliante e talvolta rassicurante, avvolta da una musica all’occorrenza melodica o ritmicamente incalzante. In “Ci stiamo preparando al meglio” Canio Loguercio si accompagna a diverse belle ed incisive voci femminili ed a tanti bravissimi musicisti. Sara Jane Ceccarelli duetta con lui nel suddetto brano di apertura, Monica Demuru nella struggente “Quando vedrete il mio caro amore” (Donatella Moretti 1963), Flo in “Luntano ammore”, Barbara D’Eramo in “Tienimi forte le mani”, Giovanna Famulari in “In un punto lontano” ; fra le presenze anche la voce di Andrea Satta e la tromba di Luca De Carlo, entrambi Tetes de Bois.

Nel dipanarsi della scaletta di dieci canzoni due classici napoletani eterni come “Core ‘ngrato” e “Mia cara madre” (“Lacreme Napulitane”) sono efficacissimi nella loro dolente melodia e il secondo diventa un canto accorato dedicato a chi lascia, pur non volendo, la sua terra per cercare un futuro migliore. “Incontro” di Francesco Guccini è un dovuto omaggio a un maestro, reso quasi con timido distacco . Tutto il disco è un quadro appassionato di una preziosa forma d’arte, la canzone, che in questo lavoro inquadra, nell’assoluta originalità di un personaggio abbastanza unico nel nostro panorama cantautoriale attuale, il momento strano e imprevedibile che stiamo ancora vivendo, dentro di noi e nel rapporto con gli altri.