Cambiare i 5stelle, Fico faccia un altro passo

I giornali mettono in evidenza l’accentuarsi della crisi del M5S, che si riverbera sul governo poiché Matteo Salvini coglie anche questa occasione per dimostrare che è lui, solo lui, a decidere quel che si fa e quel che non si fa. Anche se prevale il non si fa nulla.

“Serve uno spazio”

Sulla crisi del M5S La Repubblica ha intervistato il presidente della Camera, Roberto Fico. La giornalista Annalisa Cuzzocrea gli ricorda che “ci sono milioni di persone che prima si sono fidate di voi e poi hanno deciso di togliervi la fiducia”. Fico risponde: “Mi interessa poco sciorinare tre o quattro errori fatti. Quello che serve è uno spazio dove tutti possiamo parlare del perché non ha funzionato, di cosa si sta sbagliando, di come elaborare la linea politica collegiale, ridefinire i valori, prendere decisioni di volta in volta. Questa è la proposta che ho fatto: spazi che permettano di ragionare insieme e capire la strada percorsa o da percorrere”.

Fico vuole cambiare il M5sFico, dunque, dice cose interessanti ma per operare nella direzione da lui indicata il Movimento dovrebbe darsi una organizzazione politica che è quella di gran parte di tutti i partiti e in tutto il mondo. Cioè dovrebbe fare, come fanno i partiti seri, congressi in cui si possano esprimere opinioni diverse ed eleggere organismi dirigenti in cui sia possibile, come dice il presidente della Camera, “elaborare la linea politica collegiale, definire i valori, prendere decisioni di volta in volta”.

Click sulla piattaforma

Sarebbe, questa, una rivoluzione. Dato che oggi c’è un tutore del Movimento, Beppe Grillo, c’è Casaleggio, il proprietario della piattaforma Rousseau, e sono loro che hanno nominato il “capo politico”. Il quale, dopo la clamorosa sconfitta elettorale alle europee, si è rivolto alla piattaforma per ottenere, da un modesto numero di aderenti che cliccano, la sua riconferma. Tra l’altro, i risultati di questa consultazione sono sempre in mano a Casaleggio.

Fico vuole cambiare i 5 stelleIn questo quadro, chi tra i parlamentari dissente, viene espulso o indotto a dimettersi. È possibile questo profondo cambiamento? A me pare molto ma molto difficile. Dato che non solo Di Maio ma tutto l’apparato governativo, tutti i clienti di questo apparato, non sono certamente disposti a mollare facilmente il potere.

A questo punto, se le cose resteranno come sono, si porrà una domanda semplice: perché Fico non costituisce una corrente, certo non sotterranea ma aperta, con il programma politico ed organizzativo che fa intravvedere nella sua intervista, aprendo in tal modo un dibattito vero? Sarebbe questo l’avvio di un cambiamento.

testo da Facebook