“Buon viaggio cara Lidia,
madre della nostra Repubblica”

Questo coronavirus spezza anche le vite che appaiono indistruttibili. Così era Lidia Menapace. Aveva 96 anni ma era forte come una quercia pur dietro il suo viso dolce. Una presenza dolce e fortissima. Sempre presente. L’ultima volta che l’ho incontrata è stato il settembre del 2016 a Montevarchi ad Arezzo ad una bella iniziativa promossa dalle donne SPI CGIL sulla nascita della Costituzione e sul ruolo delle donne. Fu bello ascoltare la sua testimonianza di partigiana e fu contenta della determinazione con cui affermai il ruolo delle 21 Madri Costituenti nella stesura della Costituzione. Mi spronò a continuare a combattere anche se avevo lasciato il Parlamento. Riusciva sempre ad essere gentile, anche rispondendo puntualmente con la sua email agli inviti che riceveva dalla Fondazione Nilde Iotti per dirci che non poteva venire ma che apprezzava l’iniziativa.

Il cordoglio di Mattarella

lidia menapace”Scompare con Lidia Brisca Menapace una figura particolarmente intensa di intellettuale e di dirigente politica espressione del dibattito autentico che ha attraversato il novecento” ha scritto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio rivolto al Presidente dell’ ANPI . L’ANPI e la difesa della Costituzione sono state la sua perenne casa e la sua perenne battaglia. Con lei se ne va una delle ultime testimoni dirette della Resistenza. Nata a Novara il 3 aprile del 1924,Lidia Menapace, all’anagrafe Lidia Brisca, fu staffetta partigiana, pacifista, della prima ora, femminista militante, Senatrice della Repubblica. E’ prezioso il suo libro “Io partigiana” che ha portato fino all’ultimo nelle scuole, nel dialogo diretto con i giovani. Negli ultimi anni aveva scelto di concentrare il suo impegno proprio come testimone della Resistenza, per affermare con la forza dell’esempio i valori della Costituzione. Che sentiva minacciati, immiseriti, nella volgare retorica populista e dalla destra violenta con i più deboli, con i migranti, con le persone portartici di differenti stili di vita, di diversi modi di essere donna, uomo, famiglia.

Le fughe in bicicletta

Ai giovani raccontava la sua giovinezza sotto i bombardamenti, le fughe in bicicletta, la paura di incontrare lungo la strada i nazifascisti, i messaggi in codice imparati a memoria, i libri studiati al lume di candela, durante i coprifuoco. Ha così testimoniato con la forza della vita vissuta come le donne siano state protagoniste della lotta partigiana e siano state importanti per avere la Costituzione più bella del mondo. Ha testimoniato con la sua presenza , il suo racconto, la sua parola, che la nostra Repubblica e la nostra Costituzione hanno dei Padri e delle Madri. Ha contribuito a rompere quel pervicace tetto di cristallo per cui la nostra Costituzione veniva e viene ancora troppo nominata per i suoi Padri, tacendo sulle sue Madri (è accaduto ancora in una recente trasmissione televisiva).

Il Manifesto e Rifondazione

La sua vita politica è stata intensa. Aderisce nel 1969 al gruppo de Il Manifesto, partecipa a tutte le battaglie delle donne, fu eletta nelle liste  di Rifondazione Comunista nel 2006 al Senato. In occasione dello scrutinio segreto per la elezione del Presidente della Repubblica Lidia Menapace ricevette alcuni voti di cui rimase lusingata e di cui parlava volentieri. Rimase sempre legata alla sua Bolzano in cui ha vissuto per molti anni e dove nel 1964 è stata eletta, prima donna, al Consiglio provinciale poi assessore alla sanità. Ciò che mi affascinava di lei era il suo radicale pensiero pacifista su cui ha fatto battaglie inflessibili ed ha scritto pensieri profondi. Ricordo al Senato nella breve legislatura 2006-2008 , io ero Ministra della Salute lei componente della Commissione Difesa. Sapeva essere intransigente nei contenuti, severa verso chi governava ma anche generosa nel riconoscere la fatica, l’impegno ed i risultati ottenuti. Ciò che mi ha sempre colpito di lei è la capacità di essere presente ovunque, da un treno all’altro, ovunque la chiamavi lei faceva il possibile per esserci, con il suo sorriso dolce ma anche severo, con le sue parole profonde.

Le donne per la Costituzione

Lidia Menapace fa parte di quella catena di madri che hanno costruito la democrazia e la giustizia sociale, che hanno scritto una nuova tavola di diritti, che hanno vissuto la politica come passione, sfida, impegno ed anche allegria. Questa catena delle nostre Madri sono un grande patrimonio della nostra Repubblica che noi dobbiamo far conoscere ai nostri giovani, farle diventare parte della narrazione pubblica, trarre dal loro esempio la forza per costruire un mondo nuovo.
Buon Viaggio cara Lidia, continua a starci accanto. Noi staremo accanto a te.