Ci fanno
i complimenti
Come siamo bravi!

Siamo stati bravi. Quasi non ce ne siamo accorti, ma ci hanno fatto i complimenti autorevoli giornali finanziari, come il Financial Times e il Wall Street Journal, i vertici dell’Unione europea e dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Siamo stati bravi a resistere, con incertezze, errori e tanti morti, all’ondata devastante del Covid-19, che si è abbattuta sulla “eccellenza” sanitaria lombarda, che si era “dimenticata” di curare la medicina sul territorio, più vicina ed attenta alle esigenze quotidiane dei cittadini. Siamo stati bravi a resistere al lungo e severo lockdown. In quei mesi forzatamente solitari ci siamo lamentati, abbiamo scherzato, ci siamo sentiti più uniti nonostante l’isolamento sociale. E poi ci siamo messi le mascherine – salvo alcuni forsennati “no mask” e “no vax”– ci siamo lavati le mani in modo meticoloso e abbiamo tenuto a distanza anche amici e parenti non conviventi. Certo, dopo la fase più dura dell’emergenza, ha prevalso lo “spirito di Papeete”, e i giovani si sono precipitati a ballare, stretti stretti, assiepati e spesso senza mascherina, ma adesso, forse, si sono pentiti.

Siamo stati bravi, anche se, all’inizio, ci hanno trattato come untori, esagerati, emotivi e un po’ piagnucoloni. E invece no. Faticosamente e forse inaspettatamente, abbiamo rispettato le regole e adesso la nostra situazione (pur nel permanere dell’epidemia) sembra assai meno grave di tanti altri paesi, che all’inizio pensavano di fermare il virus con una sprezzante alterigia. Tra questi il premier britannico Boris Johnson, inizialmente fautore della fantomatica “immunità di gregge”, che adesso spiega la nuova ondata epidemica sul Regno Unito con “la libertà di pensiero” dei suoi compatrioti. Come dire che gli italiani sono notoriamente “pecoroni”, noiosi, ligi alle regole e rispettosi delle file. Dichiarazione imbarazzante, per un raffinato appassionato della cultura classica, che governa in modo sbarazzino il suo paese. Per fortuna il nostro presidente Mattarella, un po’ seccato e forse esagerando un po’, gli ha ricordato che gli italiani sanno essere liberi e seri.

A questo punto verrebbe da chiedersi come sarebbero andate le cose in Italia, se fosse stata governata da qualche irruente sovranista, ma è meglio di no. E siamo stati bravi a riaprire. bene o male, la scuola, anche senza i fantasiosi banchi con le rotelle.

Gli italiani sono stati bravi anche alle recenti elezioni, referendarie ed amministrative, perché, con una antica saggezza che ha salde radici nelle “prima Repubblica”, sono riusciti a far vincere tutti, ma proprio tutti. Hanno vinto i 5Stelle, ridotti ai minimi termini a livello regionale, ma a loro dire trionfanti grazie al 70% di Sì raccolti sul referendum taglia parlamentari, anche se adesso sono sull’orlo di una crisi di nervi e stabilmente in stato confusionale. Naturalmente, hanno vinto anche i sostenitori del No, contenti di essere arrivati secondi con un buon 30%. Ha vinto il Pd, che ha perso solo una Regione, le storiche Marche, e il suo segretario, ormai convertito al sistema elettorale “proporzionale”, ha sottolineato con orgoglio e sollievo che il Pd è il primo partito a queste elezioni, anche se sfiora appena il 20%. Ha vinto l’irrequieto Matteo Renzi, felice di non aver raggiunto la soglia del 5% nella “sua” Toscana, praticamente umiliato in Puglia, dove aveva schierato Ivan Scalfarotto (1,60%) per far perdere il detestato Michele Emiliano (46,78%). Dice di aver quasi vinto, anche se ha perso voti ovunque, addirittura Matteo Salvini, con quel 40% che ha spaventato i “rossi” in Toscana, e forse, almeno in questo, non ha tutti i torti. Ha vinto Giorgia Meloni, se si accontenta delle bellissime Marche. Berlusconi, invece, ha perso le elezioni, ma ha sconfitto il virus e così ha vinto anche lui. In realtà, i più bravi di tutti sono Luca Zaia e Vincenzo De Luca, ormai “viceré” in Veneto e Campania, ma questa è un’altra storia.