Casa delle donne
blitz di neofascisti

Un attacco alle donne come non avevano mai osato. Un attacco alla legge sull’aborto fino nei luoghi simbolo della libertà delle donne, la Casa Internazionale di Roma, con un blitz dei neofascisti di Forza Nuova.

In questi giorni di vacatio governativa c’è un rigurgito oscurantista che parte dalla Capitale per attaccare le conquiste delle donne. Un enorme, e orribile, manifesto affisso da ProVita nel quartiere Aurelio, alle spalle del Vaticano – sette metri per undici con un gigantesco feto che si succhia il pollice – è stato rimosso dopo le proteste che si sono levate da più parti, da movimenti, associazioni anche esponenti delle istituzioni, ma ancora non si era spenta l’eco delle polemiche che Forza Nuova sabato ha fatto addirittura un blitz contro la Casa internazionale delle Donne di Roma. E ha appeso uno striscione in caratteri runici lungo tutta la ringhiera che dà su via della Lungara con su scritto “194 strage di stato”.

Mentre le donne, e non solo le donne, si battono per una piena attuazione della legge, resa di fatto inefficiente per l’altissima incidenza dell’obiezione di coscienza – ufficialmente tra il 70 e l’80% dei medici è obiettore, ma in alcune regioni ci sono intere strutture pubbliche che respingono le donne che non sono in condizione di portare avanti la maternità – sta montando il tentativo di rivedere e azzoppare una delle leggi di civiltà conquistate con le battaglie delle donne. E i movimenti dell’estrema destra cavalcano questa deriva.

Sui social si moltiplicano, sotto nickname di fantasia, commenti tipo “o la vita o la morte, da che parte state?”, si tenta la colpevolizzazione delle donne costrette a rinunciare a un figlio, si grida allo scandalo e alla mancanza di democrazia per gli appelli per la rimozione del manifesto di ProVita, che di fatto accusava le donne di infanticidio.

C’è un’aria di reazione strisciante, un’aria molto, molto pesante.