Benini, dieci interviste per scoprire
le vite degli altri con la scrittura

Un’alternativa impossibile, una possibilità non data: così si pone fin dal titolo La scrittura o la vita, dieci interviste di Annalena Benini a chi ha fatto della scrittura il suo mestiere, ma soprattutto dello scrivere la propria vocazione. Dieci interviste a scrittrici e scrittori italiani da Sandro Veronesi a Patrizia Cavalli da Edoardo Albinati a Valeria Parrella.

Dieci conversazioni preziose a quelli che sono – come si tende a dire negli scritti servili – tra i più importanti o rilevanti autrici e autori italiani. La possibilità negata sta così in un titolo che si pone prima della vocazione quando è ancora possibile scegliere, andare nella vita per quella che è o scegliere la scrittura cercando la vita anche per quella che spesso non sembrerebbe essere.

Le dieci persone intervistate con eccezionale bravura da Annalena Benini che si conferma rara per sensibilità, cura e occhio giornalistico nel rilevare e rivelare con delicatezza i tic e le ombrosità, il pudore e i birignao da istrioni dei suoi interlocutori, mostrano infatti come la possibilità divenga un tutto inscindibile. Grazie proprio all’equilibrio dato dalla scrittura che fa discendere la vocazione in forma di mestiere, la vita diviene essa stessa scrittura e viceversa e lo fa occupando le relazioni, i luoghi e il tempo stesso che viene attraversato.
La scrittura dunque come diaframma in grado di dare e togliere luce, definire forme o anche immaginarne altre magari sfocate o perdute in lontananza. La scrittura come rivendicazione sociale, come elemento di resistenza al tempo, ma anche come semplice cura di una nevrosi o della propria memoria di chi non c’è più e di chi ancora si sta aspettando.

Sono dieci interviste intime a tratti minime in cui gli intervistati giocano a fare gli intervistati sapendo benissimo, seppur a voce, di stare ancora a scrivere qualcosa che sta tra la propria vita come è e ciò che si vorrebbe che fosse e in questo Benini si pone come una mediatrice a tratti premurosa che accudisce e rassicura e a tratti invece audace che incalza e provoca.

Un libro che vive infine della cucitura preziosa di Natalia Ginzburg, filo conduttore e di senso che Annalena Benini precipita goccia a goccia in ogni intervista e che chiude la prefazione: “I giorni e i casi della nostra vita, i giorni e i casi della vita degli altri…”. Un libro da leggere per la leggerezza attenta con cui è in grado di raccontare il nostro tempo superando la confusione e la facile complessità per restituire quello che un tempo si sarebbe detta umana comprensione delle cose.

 

Annalena Benini
La scrittura o la vita
Rizzoli
Pagine 256 Euro 20