Auto elettriche, svolta
delle ricariche

Una grande rete di punti di ricarica per vetture elettriche, dalla Norvegia all’Italia, (assieme a Svezia, Danimarca, Germania, Regno Unito e Francia) lungo tutte le autostrade e superstrade: venti minuti, il tempo di caffè e toilette, per ricaricare completamente il veicolo a energia pulita e attraversare senza rimorsi ambientali l’Europa. L’autonomia di ciascun rifornimento sarà mediamente di 400 chilometri.

Parte quest’estate il progetto del più grande gruppo energetico a capitale interamente privato, la tedesca E.ON (acronimo per energy on), in collaborazione con il fornitore danese Clever.  Verranno installati quattrocentopunti di rifornimento superveloce in sette Paesi europei, da Nord a Sud. Ciascuna stazione avrà una capacità iniziale di 150 kilowatt, per arrivare entro un anno a 350 Kw: ottima potenza per fare un “pieno” verde veloce e completo. In prospettiva vi sarà una stazione ogni 180 chilometri. L’Unione europea finanzia il progetto con un contributo di 10 milioni di euro, che è la simbolica carota alternata al nuovo bastone agitato sui produttori di auto in questi giorni da Bruxelles: entro il 2030 vi dovrà essere almeno il 30% in meno di emissioni inquinanti da auto.

Aumenta quindi la pressione sui produttori, che si stanno velocemente allineando sull’elettrico e chiedono infrastrutture e servizi adeguati. Casper Kirketerp-Moller, amministratore delegato della danese Clever, una start-up sostenuta da una cordata di compagnie energetiche, osserva che “dobbiamo ridurre nei consumatori l’ansia da distanza sui punti di rifornimento. Direi- aggiunge- che questa è ormai l’unica riserva mentale della clientela. Poi le auto elettriche saranno l’assoluta normalità”.

E’ tutto l’indotto di questa linea di produzione a muoversi in fretta:Volkswagen, BMV e Mercedes progettano di finanziare altre quattrocento stazione di servizio. La piccola danese Clever è stata più veloce di tutti, installando già 1.500 punti di rifornimento tra Paesi scandinavi e Germania. Ogni stazione può ricaricare contemporaneamente da due a sei auto e si troverà sia nei punti ristoro convenzionali, sia lungo piccole aree di sosta dedicate. Insomma nessuna ansia da batterie scariche. Le grandi compagnie si muovono in fretta, Tesla ha da tempo aggredito il mercato statunitense. E’ la Cina a dominare la produzione di auto elettriche: +43% nel 2016, seguita dalla Germania.

L’Europa vuole essere la prima a essere totalmente percorribile con veicoli elettrici, quantomeno lungo le autostrade e a ridosso dei grandi parcheggi cittadini. Frank Meyer, responsabile dell’innovazione in E.O.N. ricorda come “la priorità per tutto il settore della mobilità elettricaeuropea è quella di fornire entro tre anni punti di ricarica ultraveloci, vicini e comodi. E’ questo- aggiunge- l’assolutopre-requisito per fare delle auto elettriche una scelte vincente sul mercato di massa”. A chi ha riserve sul veicolo elettrico come vera alternativa verde risponde il nuovo studio dell’università di Bruxelles.  Anche prendendo in considerazione l’intero ciclo di vita di queste auto, dalla costruzione, all’uso, alla manutenzione fino allo stoccaggio e trattamento delle batterie, l’inquinamento è comunque meno della metà di quello provocato da una vettura convenzionale. Abbiamo cobalto, litio, grafite e nichel per altri 185 anni. Nel frattempo la ricerca sta già correndo veloce per trovare alternative a queste risorse ampie, ma pur sempre non illimitate. Per gli le scienze ambientali c’è un’autostrada di alternative verdi su cui lavorare.