Apocalisse

Il voto ha rivelato non un semplice aggiustamento, ma un terremoto di enorme magnitudine. Ci troviamo a valle di una “apocalisse”, della fine di un mondo. Perché un mondo è davvero finito: il mondo nel quale si sono strutturate tutte le nostre pregresse identità, dalla destra alla sinistra. Nessuna di quelle parole oggi acchiappa più il reale. Per questo è bene rimetterci in gioco “in basso”. Nella materialità della vita comune. Corpi tra corpi.

Marco Revelli