Apidima: le date
e i luoghi per migrare

Come ha scritto Pietro Greco la settimana scorsa su queste pagine (VEDI QUI: http://www.strisciarossa.it/le-migrazioni-sono-la-vocazione-delluomo-e-una-follia-pericolosa-pensare-di-impedirle/) il nostro genere e la nostra specie, apparsimolto tempo fasul pianeta, in Africa per l’esattezza, hanno una certa vocazione e capacità di migrare. Quando i sapiens sono usciti per la prima volta dall’Africa non si sa e (presumo) non si saprà mai. È di pochi giorni fa l’articolo su Nature che, grazie a un nutrito lavoro di squadra di paleontologi e antropologi, finalmente data e classifica i due crani rinvenuti quasi cinquanta anni fa in una grotta nel sud-est dell’attuale Grecia. Non stavano riparandosi insieme e non morirono alla reciproca presenza. Uno dei due (Apidima 2) sarebbe appartenuto a un individuo neanderthal vissuto circa 170.000 anni fa, l’altro (Apidima 1) a un individuo sapiens vissuto circa 210.000 anni fa.

Vedremo ulteriori verifiche e riscontri. Sono varie e notevoli le questioni che meritano una riflessione approfondita. La notizia è plausibile, non sconvolge certezze e, anzi, forse, ci consente di ribadire che non potrà essere mai stabilita né la data di nascita in qualche luogo africano, né le date di partenza dell’emigrazione da quei luoghi per altri dentro e fuori lo stesso continente a sud del Mediterraneo. Le datazioni radiometriche e le analisi morfologiche ci dicono come e quando probabilmente una forma umana si trovava a morire in una grotta o caverna (le precarie provvisorie residenze di allora), non da dove veniva, non quando erano nati lui e i suoi progenitori, non quali migrazioni avessero prima fatto lui e i suoi progenitori.

Sappiamo data e luogo di nascita di quasi ognuno dei 7,7 miliardi di individui sapiens coi quali conviviamo, lo consideriamo anzi il principale elemento identitario. Consideriamo acquisito che alcuni sapiens(90 su tre caravelle) fra i quali Cristoforo Colombo salparono alla volta dell’India e della Cinaalle sei del mattino del 3 agosto 1492 dalla piccola Palos de la Frontera in Spagna (i quattro maggiori porti erano occupati dall’Inquisizione che stava costringendo gli ebrei a una migrazione forzata di massa via mare) e che sbarcarono nelle isole caraibiche americane il 12 ottobre 1492 di San Salvador e il 27 di Cuba, esplorando la terraferma. Consideriamo acquisitoche dalla piattaforma di lancio 39A delKennedy Space Center fu lanciato il 16 luglio 1969 alle 13 e 32un razzo vettore con l’Apollo 11 e che la navicella spaziale consentì ad alcuni sapiens (3 astronauti statunitensi) fra i quali Neil Armstrong di toccare il suolo della Luna. Questi viaggi hanno avuto bisogno di decenni di preparativi, migliaia di sapiens collaboratori tecnici e scientifici, denari e poteri al servizio della capacità di migrare prima durante e dopo le imprese. Ancora oggi tutti ne siamo segnati.
La presenza di un neanderthal in Europa 170.000 anni fa non costituisce novità. I siti europei di questa splendida complessa specie del genere Homo sono tantissimi e i primi risalgono a varie centinaia di migliaia di anni fa (almeno 400.000), i loro tratti sono peculiari e conosciamo luoghi di convivenza anche dopo che siamo arrivati noi sapiens; anche di reciprocaibridazione. Del resto il sud-est dell’Europa e il nord-ovest dell’Asia congiungono appunto l’Eurasia, di quell’area fa parte anche il corridoio del Levante, un rifugio dai climi più freddi dei due connessi continenti e un crocevia decisivo per le migrazioni dell’Out of Africa.

La presenza di un sapiens in Europa 210.000 anni fa costituisce novità stuzzicante in un duplice senso. Per circa un trentennio si è teso a dire ovunque che la nostra specie risale a circa 200 mila anni fa (sapendo che la prima specie dello stesso nostro genere risale a quasi tre milioni di anni fa) e la prima uscita dei sapiens dall’Africa a circa 180.000 (verso un Eurasia dove già esistevano varie altre forme e specie umane). Recentemente un sito in Marocco ha fatto prendere in considerazione la retrodatazione a circa 300 mila; altre ricerche hanno confermato che probabilmente vi fu una lunga evoluzione da forme di altre specie a forme arcaiche di sapiens. Ecco, lo studio accurato di Apidima 1 potrebbe ribadire che esistiamo in Africa da prima di 200 e siamo pure usciti dall’Africa oltre 200 mila anni fa. Su tutte queste date non è stata ancora detta l’ultima parola. Altri siti verranno individuati, altri reperti scoperti, altre analisi comparate.

Probabilmente un’ultima parola non sarà mai detta. Il fatto è che gli umani migrano, da sempre, ovunque. Noi sapiens proprio in ogni ecosistema di tutti i continenti. E nessuno si è mai isolato o “purificato” quel tanto per divenire un’altra specie o costruire una “razza” diversa. Non c’è e mai ci sarà una data e un luogo di nascita per la specie. L’evoluzione è stata segnata dalle continue migrazioni. Come non esiste una specie arcaica che improvvisamente in un giorno e in un luogo ha generato un’altra specie tutta diversa, così non c’è un sapiens arcaico che un giorno in un luogo si è dotato di un cervello moderno e meticcio. Tutto è stato lento e mescolato, con regressioni e accelerazioni diacroniche nei tempi e negli spazi della vita umana, migrazioni fallite o sbagliate che pur ci hanno visto sopravvivere e adattarci. Eravamo erranti sul pianeta fino alla recente stanzialità agricola, sorta in varie culle a distanza di millenni l’una dall’altra e sempre messa in discussione da emigrazioni, immigrazioni, nomadismo. Prima o poi ne prenderemo atto.