Amsterdam “integra”
con Cupido e Sideron

Cupido e Sideron. Così furono chiamati due bambini schiavi africani arrivati alla corte di Guglielmo V di Orange-Nassau. Era la fine del Settecento.I patriziati mercantili olandesi erano invaghiti dell’illuminismo e delle rivoluzioni (americana e francese). Ci pensò la Prussia a rimetterli in riga.

Ritratto di Cupido, di Isaac Lodewijk la Fargue van Neiuwland, 1766, Amsterdam, Rijksmuseum

Nel fondale della grande storia svettano le figurine esitanti ma ben delineate di Cupido e Sideron. Propriooggi ci interpellano. L’Aia, al Museo storico, dedicaun tempestivo evento, fino al 28 gennaio, a questa pagina della storia coloniale. Una storia che il Nord Europa studia, diffonde, approfondisce. Ma c’è anche l’Europa che volta la testa dall’altra parte. Dopo secoli di sfruttamento, chiude le porte all’Africa. Qui venne perpetrato il più grande crimine. Un delitto perfetto e lucroso.Più di 250 milioni di morti (neri), come ricorda l’ex segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan.

 

Tre africani su quattro, proprio nel 1700, erano alla mercé di diverse forme di schiavitù. Una razzia sistematica di risorse naturali e umane. Sideron, battezzato Guan Anthony, era nato schiavo a Curaçao, nei Caraibi, Cupido era stato preso in Guinea. Non erano certo i primi bambini neri a servire alla corti europee. I trafficanti di schiavi avevano l’abitudine di aggiungerli a ogni “consegna” come regalo alla famiglie nobili o come “bonus” aggiuntivo per i capitani delle navi. Alcuni di questi bambini-regalo erano veramente ricercati, spesso nelle case aristocratiche tedesche, pagati anche 500 guilders, l’equivalente di un anno di salario di uno schiavo esperto.

Ritratto di Sideron, di Isaac Lodewijk la Fargue, 1766 ( Rijksmuseum, Amsterdam)

In Francia, il Duca e la Duchessa d’Orleans erano avidi collezionisti di bambini-regalo africani di circa quattro anni. “Amsterdam divenne un centro di questo commercio di ornamenti umani- spiega Esther Schreuder, storica, autrice del libro Cupido e Sideron, base documentaria della mostra- C’era un grande mercato di bambini-regalo, anche se non era ufficialmente pubblicizzato”. Status symbol di potere coloniale ed esotico lusso, Cupido e Sideron furono istruiti a leggere e scrivere in francese e olandese, presero lezioni di danza, impararono a duellare. Quasi dei paggi. Una delle sorprese per la Schreuders, che da storica grintosa si è messa sulle tracce dei due ormai da anni, è la quantità di documenti, annotazioni, bilanci della casa scritti da Cupido e Sideron. Cupido si sposò, ebbe dei figli e i suoi discendenti hanno incontrato all’Aja il vicesindaco Rabin Baldewesingh.

Il vicesindaco è arrivato a 13 anni in Olanda da Suriname, l’ex colonia nell’America meridionale. Si è laureato in letteratura inglese a Leiden, è un leader laburista e ha varato il piano per l’integrazione degli immigrati. “Lo strato vulnerabile delle società dell’Aia e dell’Olanda-spiega- diventerà sempre più vasto se non investiamo sui nuovi arrivati”.

Il vicesindaco dell’Aia (secondo da sinistra) Rabin Baldewsingh con alcuni discendenti di Cupido

Ha organizzato, oltre al sostegno sociale ed economico, anche stage obbligatori per i nuovi immigrati. Ore e ore negli ospedali, nei club sportivi, nelle sedi municipali. “Qui abbiamo 7800 impiegati pubblici e tutti sono impegnati a connettersi regolarmente con gli immigrati. Oltre agli stage, una supervisione personale”. Un esame periodico? “Ma no, almeno due ore al mese tutt’e due assieme in biblioteca, in piscina, a uno spettacolo. Chi rifiuta paga. Ci saranno meno problemi e meno solitudine in città”. Alla mostra per Cupido e Sideron, Rabin Baldewesingh sorrideva in mezzo ai discendenti dei bambini.