Bocciato il presidente
alla RAI se ne fa un altro
Quale? quello bocciato

Rai, bocciato il presidente Foa. Viva il presidente Foa. Scartato come candidato plausibile dalla Commissione di vigilanza Rai (22 voti, ne servivano 27), resta sulla poltronissima in quanto “consigliere anziano”: fino a quando? La legge non dice, lo statuto non dice, fino a nuovo ordine (“mi metto a disposizione dell’azionista”).

La Rai, specchio deforme che negli anni ce ne ha fatte vedere di tutti i colori, a un inguacchio così non ci aveva ancora preparati. Quello che è successo negli ultimi giorni, e nelle ultime 24 ore in particolare, è delirio. La Lega ha voluto il “suo uomo” sulla poltrona di presidente (i 5Stelle invece hanno scelto il direttore generale/amministratore delegato), un signore fin qui praticamente sconosciuto. Anche perché lavora in Svizzera, amministratore del Corriere del Ticino. Paga là le tasse. In Italia ha lavorato una decina d’anni al “Giornale”, ma poi è tornato oltrefrontiera. In italiano, soprattutto, scrive i tweet, con cui rilancia le bufale, le fake news costruite ad arte contro i migranti ma anche pro-novax, e soprattutto insulta il Presidente Mattarella (“disgusto”, scrive, a proposito di un discorso del Capo dello Stato). Nel curriculum ha anche la collaborazione con il canale satellitare Russia Today, finanziato senza misteri da Putin.

Ma tutto è nato contro la legge: il governo non aveva affatto tra i suoi compiti quello di nominare il presidente Rai (quella era la vecchia legge Gasparri, che prevedeva un “presidente di garanzia”), perciò sono partite persino le denunce del sindacato dei giornalisti, Fnsi e Usigrai, per l’ingerenza governativa sulla tv pubblica. Per quanto la riforma Renzi sulla Rai sia scritta male, questo infatti è chiarissimo: è il cda che al suo interno sceglie il presidente.

Il Cda è andato al voto martedì sera. Il clima era pesantissimo. A bocce ferme si sapeva che il nome di Foa non sarebbe potuto passare il giorno dopo in Commissione di vigilanza, che deve ratificare la nomina con i due terzi dei commissari: Pd e Leu contro, ma anche Forza Italia schieratissima per il no. Spezzato l’asse di destra Berlusconi-Salvini? Di nuovo il Patto del Nazareno? Da FI calorosissime smentite: il metodo usato dal governo indigeribile.

E dunque, la Lega avrebbe tentato il tutto per tutto? Oppure più saggiamente avrebbe ritirato il candidato, magari avrebbe tirato in lungo, lo avrebbe sostituito nottetempo (esistono le dimissioni, a questo mondo), proposto una nuova candidatura meno di rottura? Salvini è andato dritto. In Cda ha votato anche l’amministratore delegato, Salvini ha incassato l’astensione del consigliere eletto dai dipendenti, solo la consigliera del Pd ha votato contro, e il capo della Lega ha ottenuto il suo presidente. Per una notte almeno.

Ma se è vero, come dicono le cronache, che all’alba era all’ospedale a cercare di convincere Berlusconi – mentre quello si stava facendo ossigenare il sangue – la sua è stata proprio una mossa al buio, come direbbero i giocatori di carte. Ed è andata male.

Ora, che succede alla Rai? Campo libero per fare nuovi direttori di tg, di reti, nomine e putipù, perché le decide il direttore generale/amministratore delegato (c’è un po’ di confusione tra legge e statuto), il cda deve solo dire sì o no. E il cda un presidente pro-tempore ce l’ha, ovvero il consigliere anziano Foa Marcello, anni 55. Il quale, però, pare, se continua a presiedere senza essere presidente a fine anno incasserà più o meno 66mila euro e non l’emolumento del presidente, e non avrà lo staff, e non avrà tutti i benefit di chi ha incarico pieno. Il portafoglio ha la sua parte…

E poi. Può, nel contempo, mantenere il ruolo di amministratore del Corriere del Ticino (qualche giornale lo indica già come “ex”)? Agli incolti sembra un conflitto (internazionale) di interessi, ma ci saranno certo cavilli a suo favore. E comunque le giornate sono di 24 ore: guidare la Rai impegna parecchio, forse anche il giornale svizzero ha pretese.

È, chiariamo, vicenda tutta politica: la riforma Renzi ha infatti limitato molto il ruolo del Cda alla Rai, il potere è tutto nelle mani, oggi, di Fabrizio Salini, l’uomo proposto dal Mef come amministratore e gradito ai 5Stelle. Nel curriculum c’è scritto che ha lavorato in diverse tv, da Sky a La7, anche se su Wikipedia  non c’è (più?) traccia del suo ultimo incarico, con la società “Stand by Me” di Simona Ercolani, che produce programmi anche per la Rai.