Air Italy in liquidazione,
lavoratori in corteo,
Sardegna a rischio

Vestiti scuri e trolley. E un corteo sino all’aeroporto. Quasi una marcia funebre. Migliaia di persone in piazza, il 16 di febbraio, una domenica mattina assolata. Tutti accanto ai lavoratori Air Italy, 1.450 persone distribuite tra Olbia e Malpensa alle prese con l’avvio della liquidazione, partita l’11 febbraio, della compagnia sardo qatariota.

Un patrimonio di competenze e conoscenze

air italy“Qui tutti hanno un amico o un parente che lavora in Air Italy – dice Arnaldo Boeddu, segretario regionale Filt Sardegna – è normale che si scenda in piazza per difendere un patrimonio. Che non è fatto solo di posti di lavoro ma anche di competenze, professionalità, conoscenze”. Oltre che, chiarisce, “valore sociale, dato che Air Italy per Olbia non solo ha lo stesso valore della Fiat per Torino ma è la finestra sull’Europa”.

Non solo, la messa in liquidazione della compagnia aerea genera preoccupazione anche nel mondo del turismo. Non è certo un caso che da Federalberghi (che registra già le prime disdette per la prossima stagione turistica) parta un appello affinché si assegnino subito le rotte prima gestite da Air Italy ad Alitalia. Posizione condivisa anche da Confindustria Sardegna.

Aerei e personale a terra, Sardegna e Lombardia convocate al ministero

La mobilitazione ha l’intenzione di tenere alta l’attenzione su una vicenda che, come chiariscono sindacati e i rappresentanti delle istituzioni locali e regionali, “è nazionale”. Per questo motivo la ministra delle Infrastrutture e trasporti per giovedì ha convocato le Regioni Sardegna e Lombardia e scritto ai commissari liquidatori nominati dai soci di Air Italy affinché sia modificata la procedura di liquidazione che ora vede aerei e personale a terra. Anche i sindacati chiedono di bloccare la liquidazione e “ridare operatività all’azienda”. Un modo per avviare poi le procedure che “possono garantire gli ammortizzatori sociali conservativi ai dipendenti”.

Nello scenario c’è anche chi, come il segretario della Cgil Sardegna Michele Carrus ipotizza un intervento delle regioni Sardegna e Lombardia nell’azionariato della compagnia. Per il 25 febbraio sono previste 24 ore di sciopero. E poi resta ancora da sciogliere il nodo della continuità territoriale. La misura con cui si possono garantire tariffe agevolate in cambio di compensazioni economiche su determinate tratte. Strumento che viene assegnato attraverso un bando internazionale. Il bando attuale è in scadenza e ancora non è stato predisposto il nuovo. Per la pubblicazione si dovrà attendere e ancora non si sa se potrà essere adottata una eventuale proroga.