Ah, se ci fosse
un’opposizione

Ogni giorno di più ti viene da dire: se ci fosse un’opposizione! In verità dobbiamo riconoscere che l situazione nell’opposizione è migliorata, nel senso che è uscita dall’atonia. Sono sicuramente usciti dalla depressione della batosta elettorale quelle decine di migliaia di cittadini, giovani e vecchi, che hanno ripreso la strada della protesta.

Il prossimo sabato ci sarà la prima vera manifestazione anti-Raggi ovvero per Roma. Ci sono voluti anni e l’intelligente iniziativa di sei signore per mettere in campo l’ira dei romani. Tuttavia la sinistra politica è ancora lontana dal curare le sue ferite e spesso sparge su di esse il sale.

La sinistra che faceva capo a LeU è sparita, quando riappare si divide con un zig zag che nessuna forza radical ha mai avuto in Italia. Psiup e Pdup erano formazioni di dissidenza assai più dignitose e stabili.

Nel Pd ci si trova di fronte ad una strana situazione. Renzi non conta una mazza nella società. Conta molto nel suo partito al punto da avere candidati per tutto, e pronti a tutto, e da dar vita ad un associazionismo civico che farà capo a lui.

Tutto ciò accade mentre, come prevedevo e ho scritto, il famoso governo ventennale dei populisti-sovranisti è vittima, per usare una frase cara ad Aldo Tortorella, delle proprie macchinazioni. Di Maio se rompe, va a casa. Salvini se rompe può fare bingo al voto anticipato ma con chi farà il governo dopo aver cannibalizzato Berlusconi e la fotoshoppista di Garbatella?

Né è immaginabile un Salvini leader europeo. I sovranisti, con buona pace di Fassina, non vinceranno le prossime elezioni e se vorranno contare qualcosa dovranno fare patti non a destra ma al centro. Poi austriaci e gruppo di Visegrad voterebbero Salvini?

Tutto questo casino serve a dire che la situazione non solo è aperta, ma che si sta spalancando e che  molti cittadini, tuttora votanti per i partiti di governo, sono tornati indecisi.

Si dice, in questi casi, che se ci fosse una sinistra, ecc. ecc. ma una sinistra non c’è.

E’ più facile che dal nulla, cioè dal vuoto, venga fuori il leader moderato che in contrapposizione feroce con quelli di Palazzo Chigi tragga a sé molti elettori e dichiari guerra alla guerra. Perché la mia convinzione di fondo è che gli italiani saranno anche diventati razzisti, rancorosi e un po’ coglioni, ma dopo un po’ le guerre non le sopportano.

Il primo Berlusconi fece tanto di quel rumore che il fatto stesso di aver proposto un placido uomo di governo come Prodi dette al centro-sinistra un vantaggio psicologico notevole. Io voterò a sinistra, ma la sorpresa ce la regaleranno i moderati.