Sul razzismo italiano
Salvini dichiara
la guerra all’ONU

In Italia c’è un “forte incremento di atti di violenza e di razzismo contro migranti, persone di discendenza africana e Rom” e l’Alto Commissario dell’ONU per la tutela dei diritti umani Michelle Bachelet decide l’invio di ispettori a Roma. Altri ispettori andranno a Vienna, perché anche in Austria, dopo l’insediamento del governo formato dai Popolari e dal partito dell’estrema destra xenofoba, sono andati crescendo episodi di violenza e di discriminazioni gravi contro i migranti.

Questa è la prima parte della notizia, quella seria che non ci fa proprio onore, arrivata ieri da New York. La seconda parte è che il ministro dell’Interno italiano ha risposto da Roma dichiarando guerra all’ONU, un organismo “prevenuto e disinformato” che “costa miliardi di euro” per “finanziare sprechi, mangerie e ruberie” e che “vorrebbe venire a dare lezioni agli italiani e poi ha paesi che praticano tortura e pena di morte”. Come combatterà il governo italiano la sua guerra contro l’organizzazione di tutte le nazioni del mondo? Semplice. Smetteremo di versare “i cento milioni di dollari del nostro contributo”, dice Salvini. Sbagliando i calcoli giacché a dire il vero il nostro contributo è ben più alto: circa 260 milioni di dollari l’anno. Ma questi sono dettagli.

L’essenziale è che, rinverdendo l’antico vanto “molti nemici, molto onore”, il ministro e vicepremier promette di mandare alla fame le Nazioni Unite tutte intere. Dev’essere un vizio: poche settimane fa, nel pieno dell’infame ricatto sulla pelle dei poveretti della nave Diciotti, aveva minacciato di tagliare i contributi all’Unione Europea. Anche in quel caso la quantificazione della ritorsione era stata piuttosto imprecisa, stavolta in eccesso: 20 miliardi di euro contro i 13 del nostro contributo alle casse di Bruxelles. Chissà se anche ora, come allora, l’altro compare della strana coppia che ci governa, l’ineffabile Gigino Di Maio gli pappagalleggerà dietro.

Per tornare alla parte seria, e per noi molto triste, della notizia, la decisione di mandare ispezioni a Roma e a Vienna è stata presa da Michelle Bachelet, figlia di un membro del governo di Salvador Allende morto per le torture subìte in carcere, lei stessa a lungo imprigionata sotto la dittatura di Pinochet (in Cile, Di Maio, non in Bolivia) e poi dal 2004 al febbraio scorso presidente della Repubblica, subito dopo il suo insediamento a capo dell’Alto Commissariato. La scelta è stata motivata così, oltre che dalle numerose denunce arrivate a New York su episodi di violenza razzista in Italia, anche dalle disposizioni impartite dalle autorità di Roma sul trattamento delle navi che soccorrevano i profughi.  Il Governo italiano – ha detto Bachelet – ha negato l’ingresso di navi di soccorso delle Ong. Questo tipo di atteggiamento politico e di altri sviluppi recenti hanno conseguenze devastanti per molte persone già vulnerabili. Anche se il numero dei migranti che attraversano il Mediterraneo è diminuito, il tasso di mortalità per coloro che compiono la traversata è risultato nei primi sei mesi dell’anno ancora più elevato rispetto al passato”.

Sarebbe utile se il governo italiano, invece di dichiarare guerra all’ONU, rispondesse nel merito a queste accuse.