A scuola si può. Aprire
in sicurezza
non sarà impossibile

Per salvare la ripartenza della scuola, bisognerebbe fare come a Dunkerque. La storia è nota e molti avranno visto Dunkirk (2017, regia di Christopher Nolan). Nel maggio del 1940, bisognava salvare parte dell’esercito inglese e frammenti dell’esercito francese, dalla travolgente avanzata tedesca. Sembrava una missione impossibile, ma alla fine, circa 400.000 uomini furono portati in salvo. Cosa era successo? Dopo una serie clamorosa di errori tattici, la Marina britannica attivò l’Operazione Dynamo e una flotta improvvisata di pescherecci, barche a vela, battelli di svariata natura, apparve sull’orizzonte delle spiagge di Dunkerque, per salvare il salvabile e trasformare una terribile sconfitta in una quasi vittoria (almeno così fu raccontata).

Operazione Dunkerque per la scuola

Foto di Alexandra_Koch da Pixabay

Adesso, per fortuna, non siamo “nell’ora più buia”, ma da settimane politica e mass media si attorcigliano sul problema scuola e trasporti, lasciando l’esercito di famiglie e studenti abbandonato sulla spiaggia dell’incertezza. Invece ci vorrebbe un’altra “Operazione Dynamo”, ricordando che nelle cose umane non esiste il “rischio zero”. Come portare gli studenti fino a scuola? Riempire gli autobus al 100%, in spregio a tutte le norme di sicurezza anti Covid-19, predicate e non sempre applicate in questi mesi? Sarebbe una follia, ma ricordiamoci che la ripartenza della scuola non potrà essere “normale”. Dovremo fare dei sacrifici, si dovranno adattare orari ed organizzazione interna per rispettare quei tre principi che, almeno in parte, ci hanno salvato: distanziamento, mascherine e lavarsi spesso le mani.

Motorini e monopattini, oltre ai piedi

Bisognerà distinguere tra scuole elementari, medie e superiori (uso categorie antiquate, ma familiari). Gli studenti più grandi ed autonomi, dovranno utilizzare tutti i mezzi possibili, dai motorini, alle biciclette, ai monopattini, senza dimenticare che spesso si può andare a piedi, partendo da casa mezz’ora o un’ora prima. Un sacrificio? Certo, ma in certe situazioni si può e si deve fare.

Per i più piccoli, che devono essere accompagnati, si potrà ricorrere a un trasporto organizzato dalle famiglie, sempre con la mascherina, per i compagni di classe che sono vicini di casa e sono già un “gruppo abituale”. E poi, come per l’Operazione Dynamo, si potrebbero impegnare i taxi e le centinaia di pulmini di società sportive ed associazioni che in orario scolastico sono fermi in parcheggio.

Difficile? Forse sì, ma con un po’ di impegno e buona volontà, che nello sport e nell’associazionismo non mancano, si può tentare. E una volta arrivati a scuola? L’ingresso dovrà essere differenziato, per evitare assembramenti eccessivi, ma è altrettanto chiaro che si deve misurare la temperatura a tutti coloro che entrano in aula con il termoscanner, come sempre quando si entra in un luogo pubblico, mobilitando personale Ata e professori, che non devono scappare, ma restare al loro posto.

Mascherina e flessibilità

 

Foto di Alexandra_Koch da Pixabay

E’ evidente, se non abbiamo scherzato fino ad oggi, che all’interno della scuola ci si muove sempre con la mascherina. Invece, quando si è seduti ai banchi, senza rotelle, per carità di patria, opportunamente distanziati, come avviene nei ristoranti e nei caffè, la mascherina si può togliere e la si rimette quando ci si alza, per qualsiasi motivo. Finché sarà possibile si terranno le finestre aperte. D’inverno, quando farà freddo, ad intervalli regolari, ci si metterà il cappotto e si apriranno le finestre per cambiare l’aria.

E poi? Ci vorrà tanta flessibilità, che è una delle caratteristiche dell’intelligenza e che ci ha salvato tante volte nel corso dell’evoluzione dell’homo sapiens. Flessibilità negli orari, nei programmi, nell’adattamento ai tanti problemi che si incontreranno nel corso dell’anno scolastico. Flessibilità, chiarezza d’idee e determinazione. Esattamente all’opposto del clima che si vivendo, tra esitazioni, incertezze e la minaccia eversiva di chi dice “non manderò mia figlia scuola con la mascherina” (Matteo Salvini, in comizio, qualche giorno fa).