Vite misere

Piccolo e misero è l'uomo che si esalta davanti a una ruspa che distrugge il letto di un povero.

Nessuna percentuale elettorale e nessun palazzo istituzionale nobiliteranno mai personaggi così disumani.

Gioite pure; così facendo qualificherete la vostra misera vita

 

Baobab Experience

Libia, la conferenza
non sposta nulla
E l’Italia resta senza sponde

Che non sia facile trovare il bandolo della matassa libica è cosa nota ai più. Anche il premier Conte, con tutta la buona volontà, alla fine della conferenza di Palermo resta prudente. “Non dobbiamo illuderci ma sono state poste premesse importanti” verso la stabilizzazione della Libia, dice. Il solo a parlare di successo è l'inviato dell'Onu Ghassam Salamé, ma sembrerebbe più una cortesia verso il padrone di casa e una manifestazione di ottimismo d'ufficio. Il risultato principale è stata una foto: il generale Haftar e il premier libico Al Serraj che si stringono la mano con la benedizione di Conte dietro alle quinte. Ma nella foto ufficiale il generale che controlla due terzi del territorio libico non c'è. Del resto Haftar non ha partecipato alla conferenza. Si è limitato ad…

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Periferia infanzia: l’Atlante
di Save the Children

Commentando uno degli atlanti che periodicamente pubblica Save The Children sull’infanzia a rischio, Roberto Saviano, alcuni anni fa, scrisse che era come trovarsi a leggere un romanzo drammatico. La drammaticità sta nella condizione dei bambini e degli adolescenti, in quella fetta di infanzia tragicamente dimenticata prima di tutto…

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Le ruspe di Salvini
al Baobab: è guerra
a migranti e poveri

Alla fine la ruspa l'ha avuta vinta. Certo, dall'altra parte non c'erano potenti, né ricchi, né mafiosi. Così è stato facile, dopo aver recintato piazzale Maslax - il parcheggio dietro la stazione Tiburtina di Roma che ha accolto negli ultimi mesi Baobab e il suo campo di senza casa – per la polizia bloccare il cancello, portare via chi dormiva nelle tendine a igloo per…

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Insulti ai giornalisti:
qualche riflessione
sui déjà-vu nella storia

"Qualunque persona che abbia un briciolo di onore dovrà fare molta attenzione a scegliere la professione di giornalista”. Se questa frase vi ricorda qualcosa o qualcuno, sappiate che venne scritta sul suo diario il 14 aprile del 1941 da Joseph Goebbels, ministro della Propaganda del Reich, tra i massimi esponenti del regime nazista. E se anche l’espressione “pennivendoli” vi…

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La Cgil ritrova l’unità:
sarà il Congresso
a decidere su Landini

Questa volta la Cgil, nella nuova riunione del suo comitato direttivo, mostra un volto unitario, abbandona i toni accesi, anche se non nasconde le differenze. Il candidato a diventare segretario generale della Cgil, secondo la proposta avanzata da Susanna  Camusso e da sette membri su 9 della segreteria confederale, rimane Maurizio Landini.  Non è detto però che nelle prossime…

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Il sovranismo, un pericolo
mortale anche
per l’ambiente

Europa matrigna? Nemmeno per sogno. Se oggi nel nostro lessico comune e nella nostra legislazione sono entrati termini come decarbonizzazione, adattamento, resilienza lo dobbiamo solo alla capacità dell’Unione Europea di proporre piani di azione ambientali e strategie energetiche in grado, se attuate, di affrontare nelle condizioni migliori le crisi climatiche che si sono…

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Pennivendoli, puttane
e infimi sciacalli
scendono in piazza

La vignetta di Stefano Rolli (dal sito Fnsi) “Signor ministro io, come giornalista, sarei considerata più pennivendola o puttana?”: è stata la prima domanda che Lucia Annunziata – Raitre, ore 14,30, 8 milioni di telespettatori in ascolto – ha rivolto al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Cioè al "ministro dei giornalisti", perché è a lui che fanno capo gli Ordini: sul…

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In piazza contro
il governo del
peggioramento

Tre grandi manifestazioni sabato scorso. Una ha avuto un'ottima copertura mediatica, quella di Torino. Certo, era una manifestazione curiosa: per le Olimpiadi e per la Tav, contro la sindaca Appendino. Una manifestazione convocata da un gruppo di donne, come quella recente contro Raggi in Campidoglio, a cui si cono aggregati un po' tutta l'opposizione, dal Pd a Casa Pound con…

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Ora basta:
giù le mani dal Medioevo

All’ormai ex padano Matteo Salvini (Lega) spetta l’onore e l’onere della prima citazione in salsa “medievalista”: “Mi fa schifo, è roba da Medioevo”. Poi, ecco Roberto Speranza (Articolo 1 - MDP): “Salvini non tenti di riportare l'Italia al Medioevo”. Luigi Di Maio (M5S): “I vitalizi sono un privilegio medievale”. Riccardo Magi (Partito radicale): “Dalla rivoluzione liberale Berlusconi passa ufficialmente alla rivoluzione medievale”.…

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Cent’anni fa la Repubblica di Weimar
Perché la sua storia ci parla ancora

Il 9 novembre del 1918 in Germania fu proclamata la Repubblica. Fu proclamata due volte: la prima dal socialdemocratico Philipp Scheidemann, che affacciato a un balcone del Reichstag parlò alla folla scippando al suo compagno di partito Friedrich Ebert l’annuncio del passaggio a lui delle consegne alla guida del governo dall’ultimo primo ministro nominato dall’imperatore, Maximilian von Baden. La seconda dal capo degli spartakisti Karl…

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